
Le Lettere di Biagio – Coronavirus: non abbiamo capito niente
Sembra passato un secolo ed invece solo una decina di giorni fa si registravano i primi contagi da Covid-19 in Italia. Come è stato gestito dalle Istituzioni il problema, ho già avuto modo di commentarlo (per chi volesse, qui l’articolo “Il vero allarme? La classe dirigente”).
Faccio una premessa che considero dovuta quando si affrontano temi che coinvolgono tutti: non sto generalizzando. In questo articolo non mi riferisco a tutti gli interessati nella loro totalità, ma ad una certa fetta di cittadini italiani, giovani e meno giovani, che sembrano – come gran parte della nostra classe dirigente – totalmente inadeguati a fronteggiare l’emergenza in corso.
Inadeguati, esatto. Perché l’emergenza non la dovrebbero risolvere solo i decreti, le ordinanze e i provvedimenti d’urgenza, ma i comportamenti e gli atteggiamenti di tutti, nessuno escluso.
Penso, nello specifico, a tutti gli spavaldi – o, con aggettivo più appropriato, gli insolenti – che continuano a viaggiare e muoversi per l’Italia e per il mondo senza alcuna remora. Senza nessun rispetto per le persone e le comunità mete dei loro viaggi.
Se, da un lato, gli Stati esteri hanno pensato di frenare questi flussi bloccando i nostri concittadini negli aeroporti o nei porti, rispedendoli in Italia, dall’altro lato gli italiani continuano a viaggiare per la nostra penisola (isole comprese) come se nulla fosse.
Sto parlando, ad esempio, di tutti quegli studenti e insegnanti fuori sede che, confondendo la misura di contenimento della chiusura delle scuole e delle università quale vacanza pre-pasquale anticipata, hanno approfittato del ghiotto ponte per tornare nelle loro città, per godersi un periodo di (meritato?) riposo in famiglia.
Considero questo atteggiamento una mancanza di rispetto per familiari, vicini di casa e membri della propria comunità. È il sintomo di quella inciviltà tutta italica che ci distingue – ahimè ormai troppo negativamente – anche all’estero. È il segno di un egoismo che supera il bene comune e il rispetto dell’altro e porta a guardare solo le proprie velleità.
Non tutti quelli che viaggiano sono contagiati o portatori sani, sia chiaro. Ma come possiamo sapere chi lo è e chi no? Di questo virus non si sa ancora niente, salvo che è imprevedibile. I medici e gli scienziati invitano tutti a evitare gli spostamenti – se non strettamente necessari. E invece, con la leggerezza dello studentello che ha terminato la sessione d’esami, molti studenti stanno rientrando a casa, in barba a queste disposizioni. Emulati da insegnanti e docenti vari.
Ho sentito di una teoria: il Covid-19 è un meccanismo di autodifesa della natura che vuole proteggersi dall’uomo che la sta distruggendo con la sua stupidità, la sua avidità e il suo egoismo.
Non so se questa concezione sia scientifica o speculativa, ma ha provocato in me una riflessione: se così fosse, se questa assurda teoria fosse realistica, la natura troverebbe terreno fertile nel portare a compimento la propria opera, proprio grazie all’egoismo del genere umano che, misto alla stupidità di alcuni, farà si che l’epidemia sarà presto pandemia e così la natura avrà raggiunto il suo scopo, con buona pace di quanti invece la natura la prendono sul serio e la rispettano.
Al di là delle teorie naturistiche, la valutazione più pragmatica del momento che viviamo è questa: come possiamo criticare quella parte di classe dirigente che riteniamo fuori luogo, impreparata e non adeguata a fronteggiare questa emergenza, se poi gli stessi cittadini, di cui quei dirigenti sono espressione e rappresentanza, si comportano altrettanto negligentemente? Forse davvero ognuno ha ciò che si merita…
Biagio Ampola nasce a Salemi. Classe 1983. Appassionato da sempre di comunicazione, decide di farne il suo mestiere. Consulente, docente, account manager, blogger. Dopo anni di attività professionale in giro per la penisola (isole comprese) si trasferisce a Roma da dove può “raggiungere facilmente tutta l’Italia!”. Opinionista e blogger (è suo il blog www.primoemendamento.it), ama i libri, i ragionamenti sensati ed è “fortemente allergico” a forme di slogan semplicistiche che soffocano il pensiero. Proprio da queste convinzioni nasce “Primo Emendamento”: Un blog. Aperto a tutti. Un “punto d’incontro” di idee, punti di vista e opinioni – educate e ragionate – su temi di politica, attualità e società.
