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Blog / Una donna nel Vangelo | 04 Febbraio 2020

Mercoledì 5 febbraio – Non smettere di parlarmi

Commento al Vangelo (Mc 6,1-6) del 5 febbraio 2020, mercoledì della IV settimana del Tempo Ordinario, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.

La mancanza di amore fa soffrire sempre.
Sempre.
Siamo fatti per amare e per essere amati.
Anche solo poco di meno dell’amore, e la sofferenza esplode.

Non sono miracoli di magia.
Sono miracoli di amore.
Se non ami, non li vedi.
Se non ti fidi, non accadono.
È l’amore.
È la fede.
Che fanno tutto.
Miracoli compresi.

Quanta sapienza e quanti doni.
Nelle persone quotidiane.
Nelle persone che abbiamo accanto.
Nelle persone della nostra famiglia.

Quanta sapienza e quanti doni.
Che non sappiamo più vedere.
Che non sappiamo più cogliere.
E invece di gioire e di godere della ricchezza dell’altro.
Ci scandalizziamo.
Mormoriamo.
E così l’amore si ferma e non fa frutti, non fa più frutti.

Bacio la tua bocca da cui esce tanta sapienza.
Stringo le tue mani da cui escono tanti prodigi.
Le tue mani di falegname cesellano la mia vita.
Non smettere mai di accarezzarmi.
Non smettere mai di parlarmi.