donnavangelo26
Blog / Una donna nel Vangelo | 02 Febbraio 2020

Lunedì 3 febbraio – Liberato e amato

Commento al Vangelo (Mc 5,1-20) del 3 febbraio 2020, lunedì della IV settimana del Tempo Ordinario, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

Intanto giunsero all’altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest’uomo!». E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione. Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare. I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. Giunti che furono da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

Non mi piace la mancanza di purezza.
Fa soffrire da morire.
Spacca tutto.
Porta a vivere tra i morti.
Non ha pace né giorno né notte.

Una sola cosa ho in comune con quello spirito impuro.
Che se ti vedo da lontano corro da te.
Mi getto ai tuoi piedi.
Ma non ti chiedo cosa vuoi.
Lo so già.
Vuoi me.
Non ho paura che mi tormenti.
Perché so chi sei.
E tu sai solo sollevare, guarire, amare, salvare.

Il male non è mai solo.
Il male è sempre plurale.
È sempre legione.
È sempre prigione.
È sempre morte.
Per il male, per il demonio.
Una mandria di porci vale quanto un uomo.
Per il male, per il demonio.
Il ventre di un maiale è casa quanto il cuore di un uomo.
Solo tu mi dai dignità.
Solo tu abiti il mio cuore.
Io, per te, ne sono degno.

L’indemoniato ora è pulito, calmo, vestito, sano di mente.
Questo fa la purezza quando abita una vita.
L’indemoniato ora vuole stare sempre con te e parlare di te.
Questo fa la purezza quando abita una vita.
Fa innamorare di te.

Beato chi è purificato da te.
Liberato e amato.
Non spaventatevi.
Solo l’amore salva.
I demoni eccoli là, in fondo al mare.

Tu ami.
Loro possiedono.