Blog / Suor Lorena | 31 Dicembre 2019

Le Lettere di suor Lorena – “Strappa dal carcere la mia vita” (Sal 141,8)

Diamo il benvenuto a Suor Lorena Bonardi, volontaria come me a Rebibbia

Pastorale carceraria: esperienza di conversione

“Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere” (Eb 13,3)

“Strappa dal carcere la mia vita” (Sal 141,8)

“Avete preso parte alle sofferenze dei carcerati” (Eb 10,34)

“Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” (Mt 25,36)

“Quelli che sono in carcere stanno scontando una pena, una pena per un errore commesso. Ma non dimentichiamo che, affinché la pena sia feconda, deve avere un orizzonte di speranza, altrimenti resta rinchiusa in se stessa ed è soltanto uno strumento di tortura, non è feconda”. (Papa Francesco)

La Parola del Signore e della Chiesa è sempre uno stimolo ad uscire dai giudizi comuni e ancora di più quando si tratta di prendersi cura di persone più fragili, ed emarginate come possono essere i detenuti nelle carceri. È l’esperienza drammatica e preziosa che vivo ogni volta che vado nel carcere di Rebibbia – Roma a visitare uomini lì detenuti.

In questo tempo in cui la definizione di “periferia esistenziale” sembra diventata di moda incontrare di persona un detenuto è prima di tutto sentirsi sgretolare addosso i nostri giudizi spesso costruiti da un perbenismo moralista. È per me un’intima soddisfazione poter testimoniare che la mia presenza nel carcere di Rebibbia prima di essere un servizio di carità verso i fratelli detenuti è anzitutto un’esperienza di conversione personale.

Da quando incontro questi “amici” (li amo chiamare così perché amici li ritengo e così li vivo) avverto una progressiva trasformazione interiore, mia, personale.

Se all’inizio del mio servizio, quando sono stata chiamata a questo tipo di pastorale la ragione che mi ha spinto era quella di offrire il ministero dell’ascolto, della consolazione e della solidarietà a concrete esistenze estremamente emarginate, ora a distanza di tempo, comprendo e sperimento che invece di andare a donare catechesi, ascolto, animazione liturgica, vado a ricevere molto di più di quanto possa timidamente offrire. È questo che posso affermare: al di là, oltre e nonostante l’errore commesso incontro uomini, sì fragili come tutti, ma carichi di intelligenza, talenti, volontà, affetto, amore e fede…e li vedo fare percorsi nei quali si riappropriano di queste caratteristiche con la sofferenza, la fatica, la caparbietà di chi sa di essere vivo e non si arrende al giudizio, alla sentenza, ai luoghi comuni di chi li vorrebbe vittime del loro reato.

Visitare gli amici detenuti è per me imparare a convertirmi all’ascolto, alla rinuncia al giudizio, all’accoglienza della storia, all’adesione alla realtà. A nome di questa mia umanità che sento diventare progressivamente migliore grazie alla loro ad ogni fratello detenuto mi rivolgo:

Grazie fratello detenuto,
per ciò che la tua vita regala alla mia!
Il tuo reato ricorda che anch’io non sono innocente;
la tua solitudine mi invita ad apprezzare le relazioni;
la tua sottomissione condanna la mia autosufficienza;
la tua umiltà scardina la mia presunzione…
Grazie fratello detenuto, perché la tua purificazione
lava il mio fango;
le tue lacrime purificano la mia banalità;
la tua detenzione riscatta la mia dispersione.

Grazie fratello detenuto,
perché la tua sconfitta vanifica i miei presuntuosi successi;
la tua inattività abilità il mio attivismo…
Grazie fratello detenuto per il tuo coraggio,
per la tua capacità di sopportare, di soffrire, di amare e condividere
e quando mi passerai davanti nel Regno dei Cieli,
fratello detenuto, 
ricordati di me perché quando “eri in carcere io sono venuta a visitarti”!

Suor Lorena Bonardi nasce a Salò (Brescia) il 15 marzo 1969. Emette la professione religiosa perpetua il 26 agosto 1995 nell’Istituto delle suore Sacramentine di Bergamo. Consegue il diploma accademico di Magistero in Scienze religiose presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma e il diploma di counseling spirituale in ambito cattolico presso il Pontificio Istituto di spiritualità Teresianum (Roma). Dopo essere stata docente per 22 anni, è attualmente Responsabile della comunità religiosa delle suore Sacramentine a Roma e gestisce la casa di spiritualità Santa Geltrude Comensoli a Roma Pietralata.