Articoli / Blog | 27 Settembre 2019

Blog – Instagram mi ha tolto i cuoricini: bello non da quanto sei piaciuto ma da chi sei veramente

È arrivato anche a me ieri l’avviso di Instagram: stavo per essere incluso nell’esperimento per cui avrebbero dato solo a me la possibilità di vedere quanti “mi piace” ci sono sotto i miei post. Il motivo? Consentire alle persone di concentrarsi sulla qualità dei contenuti. L’Ok che mi chiedeva non era per consentire o meno al social di proseguire il test ma era semplicemente a titolo informativo: in ogni caso, io ero d’accordo con questa scelta e l’avevo già scritto.
Molti sostengono che la nostra sia la società dell’apparenza e, tra gli altri, incolpano proprio i social, e Instagram in particolare, di questa deriva narcisistica: infatti mi sembra fantastico che proprio il social “delle fotografie” decida di rendere visibili i like solo ai titolari dell’account.
Anch’io, senza rendermene conto, avevo preso il malcostume, quando vedevo i post di qualcuno, di guardare prima al numero dei like che ai contenuti. E questo atteggiamento è tremendo non tanto per Instagram quanto per la vita. Perché, se non ci rifletto, quando ho davanti un persona, mi abituo non a guardare a lei per se stessa ma a guardare a lei per come la guarda – la pensa, la giudica, la considera – la gente.
I cuoricini infatti, non sono neppure un indice delle tue competenze, di quanto vali tu, di quante lauree hai, di quanti luoghi di lavoro hai cambiato, di qualcosa che, nel bene o nel male, è frutto del tuo lavoro, ma sono un indice di quanto “sei piaciuto”. Quindi, a bene pensarci, è veramente una distorsione pazzesca della realtà.
Ogni amore attraversa un momento in cui uno dei due, lui, lei, il figlio, la figlia, l’impiegato, pensa di non valere abbastanza e sente ronzare nella propria testa la domanda “non se ne starà cercando un’altra?” “non si starà guardando intorno per cambiarmi”? In genere, questo gorgo di inquietudini viene interrotto quando, il marito per esempio, dice alla moglie: non ti preoccupare, tu per me sei bellissima. Nessuna prenderà mai il tuo posto nel mio cuore.
È quel “per me” che i like o i cuoricini di Instagram rendevano difficilissimo vedere. Perché davanti c’era sempre l’enorme boscaglia di quanto piaci agli altri, di quante visualizzazioni ha il tuo video.
Immaginiamo un libro il cui autore abbia un nome e un cognome sconosciuto, una casa editrice sconosciuta: quanti leggeranno un libro in quelle condizioni? Pochissimi. Perché tutti siamo enormemente condizionati dai giudizi che accompagnano quel libro e questi giudizi ci giungono attraverso la fama dell’autore che si costruisce attraverso i like, i cuoricini, gli articoli sui giornali, sulle riviste, le passate televisive, i post su Facebook, i commenti degli amici, l’importanza della casa editrice. Se togliamo tutto questo a un libro, cosa rimane del libro? Rimane il libro. Rimane, cioè, tutto ciò che importa.
Instagram, privandosi dei like sotto le foto, ha riavvolto la pellicola: tutti i post varranno solo per se stessi, senza la fama che li accompagna. È questa la loro grande scommessa. Ritornare ai contenuti.
E questa scommessa mi piace, questo desiderio di Instagram di ridiventare Instagram, è bello. È un augurio a tornare di nuovo noi stessi, quando togliamo i like che gli altri danno alla nostra vita: diventiamo quelli veri.