Blog / Lettere | 15 Settembre 2019

Lettera di Domenica Ciardiello – Giovani chiedono giustizia

Accade sempre più frequentemente che delle persone scrivano al blog perché faccia da altoparlante a delle giuste cause che stanno combattendo. Non mi è possibile fare degli articoli per ogni occasione però siamo felici di dare spazio sul nostro sito a queste richieste. Buona domenica!

Scrivo la presente, al fine di illustrarVi la situazione che, in questo periodo, sta penalizzando un gruppo corposo di giovani, di cui faccio parte, un gruppo costituito da 455 giovani risultati IDONEI e VINCITORI del Concorso in Polizia di Stato che si sono visti scavalcare in graduatoria da candidati con punteggi di gran lunga inferiori e si sono visti mettere da parte dalla stessa amministrazione che avrebbe dovuto garantire loro il diritto di avviarli al 208’ corso di formazione nelle varie scuole di Polizia.

Di seguito abbiamo cercato di riassumere la vicenda che dura da circa 9 mesi:

All’interno del “Decreto Semplificazioni”, attraverso cui è stato possibile attingere mediante scorrimento dalla graduatoria di un concorso ministeriale riguardante la Polizia di Stato, per ampliare le unità in tale Forza dell’Ordine, è presente una grave discriminazione inerente all’ Art.11 comma 2-bis, del decreto-legge n. 135/2018 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12/2019, che rimanda al medesimo decreto.

Nello specifico con tale Art. si è dato avvio ad un processo retroattivo con cui sono stati esclusi migliaia di giovani dallo scorrimento della graduatoria del concorso “893 Allievi Agenti della Polizia di Stato” emanato il 26-05-2017, poiché a detta del suddetto decreto, non possedevano i nuovi requisiti previsti.

L’esistenza di tale graduatoria – 893 Allievi Agenti della Polizia di Stato – può essere contestualizzata all’interno del Concorso 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie Speciale “Concorsi Ed Esami” – del 26 maggio 2017 –  e in tal senso, se non si considerasse tale imprescindibile legame, la graduatoria stessa non avrebbe alcun fondamento né valenza.

Nel marzo 2019 è stato dato avvio al procedimento finalizzato “all’assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato, mediante scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l’assunzione di 893 posti di allievi agenti della Polizia di Stato” di cui sopra, approvato con il “Decreto Semplificazioni”.

In tale contesto, con nostro profondo rammarico, sottolineiamo quanto arbitrariamente sia stato deciso, escludendo e penalizzando chi, alla data del 1 gennaio 2019, non avesse più di anni 26 o non avesse conseguito il diploma di Istruzione secondaria, contrariamente a quanto stabilito dal bando di concorso del 2017.

Le spiegazioni politiche avanzate dagli esponenti della Lega – partito che ha presentato codesto emendamento – ci invitano a considerare i due procedimenti volti all’assunzione, come due distinti concorsi, ovveroindipendenti l’uno dall’altro.

Ad oggi, Noi ragazzi continuiamo a domandarci come siapossibile giuridicamente considerare questo nuovo procedimento di assunzione indipendente dal precedente, dal momento che la graduatoria, da cui sono stati convocati tramite “scorrimento” i candidati per poter espletare l’iter concorsuale, dipenda strettamente dal concorso.   

Inoltre, la graduatoria così selettivamente modificata, sembrerebbe quasi una convocazione diretta e non meritocratica. Difatti, molti candidati che hanno conseguito voti altissimi, sono stati esclusi dalla stessa favorendo in questo modo candidati, sì più giovani e in possesso del diploma di scuola secondaria, ma con voti di molto inferiori (i candidati esclusi hanno conseguito anche 76/80 e si sono visti scavalcare da chi invece aveva conseguito 66/80, con un differenziale di 10 domande errate in più).

Con l’avvio del procedimento amministrativo, datato 13 marzo 2019, all’interno del quale sono stati inclusi solo coloro in possesso dei nuovi requisiti, siamo stati costretti a ricorrere presso il TAR del Lazio il quale, in prima istanza, ci ha concesso la sospensione del giudizio, consentendoci, in qualità di ricorrenti, di poter ultimare l’iter concorsuale e ritenendo pregiudizievole tale operato da parte dell’Amministrazione. 

Ad oggi, alla fine del percorso, 455 ricorrenti sono risultati IDONEI, anche se con riserva in relazione al ricorso presentato, a svolgere la mansione del citato procedimento di assunzione.

Facendo testo la decisione del Tar di concederci la sospensione del giudizio anche per un eventuale” avvio al corso di formazione”, Noi ragazzi ci aspettavamo di essere inseriti nella graduatoria finale di merito pubblicata in data 13 agosto 2019, cosa che non è avvenuta

Contrariamente alle nostre banalissime speranze, che abbiamo coltivato per un lasso di tempo relativamente breve, non essendo stati minimamente menzionati, abbiamo dovuto ricorrere nuovamente al Tar del Lazio perchiedere che venisse rispettata la sospensione del giudizio inerente al nostro avvio al corso di formazione.

Con decreto monocratico del Presidente del TAR ci è stato riconosciuto il nostro diritto di essere avviati al corso di formazione. Tuttavia sono risultati vani i tentativi da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato, dato che il Tar ha rigettato, la revoca o modifica richiesta per il sopracitatodecreto monocratico presidenziale.

Ad oggi, purtroppo, siamo in una fase di completo stallo. Siamo in attesa dell’udienza collegiale che confermi il nostro avvio al corso di formazione, iniziato il 29 agosto 2019, per chi risulta presente in graduatoria finale, e, in tale frangente, ci troviamo a fare i conti con il fatto che altri candidati, seppur in posizioni più basse in graduatoria, ci hanno scavalcato.

Vista e considerata la “non ottemperanza” della sospensione del giudizio, ci sono stati arrecati non pochi danni di svariata natura, in particolar modo per la nostra futura carriera.

Noi ci sentiamo trattati come merce scaduta, come vecchie scarpe rotte, come perdenti e falliti, come persone che, nonostante abbiano solide esperienze di vita, per lo Stato non sono abbastanza. A parità di sacrifici in termini di tempo ed economici anche sostenuti dalle nostre famiglie, siamo stati trattati diversamente rispetto a coloro che oggi hanno invece iniziato il corso di formazione.

Se volete saperne di più abbiamo creato delle pagine sui vari social e un canale YouTube. Grazie!

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