
Blog – Perché l’incendio dell’Amazzonia importa meno di Notre Dame?
Oggi alle 10.30 a Como – e in contemporanea a Torino, Napoli, Milano, Bari, Udine, Asti, Sassari, Firenze, Cesena, Padova, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Catania, Genova, Aosta, Parma, Bologna, Avellino – Friday For Future organizza uno sciopero a tema #SOSAmazzonia. Ne parla al blog Filippo Ostinelli, un’attivista comasco di Fff in prima linea sulle questioni ecologiche che affliggono il nostro paese. I media del mondo ci hanno raccontato istante per istante l’incendio della cattedrale di Notre Dame, tragedia dal forte sapore simbolico ma di una gravità assolutamente infima rispetto a quanto sta accadendo da più di 15 giorni in Amazzonia dove il polmone del mondo (l’area del pianeta che fornisce all’uomo il 20% dell’ossigeno) sta andando a fuoco. Le immagini che ci arrivano dallo spazio sono impressionanti ma ancora più terribile è scoprire che, se non fosse per il tam-tam dei social attraverso l’hashtag #PrayforAmazonas, nessuno ne parlerebbe. Quali tremendi interessi politici ed economici vogliono che la distruzione dell’Amazzonia passi sotto silenzio? Quando Notre Dame andò bruciata si dichiarò una tragedia mondiale e in pochissimi giorni si raccolsero 218 milioni di euro per ricostruirla. L’Amazzonia, il polmone del mondo, brucia da settimane e nessuna voce si leva. Si tenga anche conto che l’enorme questione ecologica, quella che riguarda l’ossigeno, le piante e gli animali, non è l’unica: ad essa si accompagna un drammatico aumento delle violenze verso le popolazioni indigene che vengono cacciate dalle loro foreste, assassinate e torturate per il commercio di legna, miniere d’oro, pascoli o coltivazioni. Se dietro gli incendi amazzonici ci fosse un disegno politico per cui i capi delle nazioni interessate lucrerebbero – come molti sostengono – sulle aree che vengono disboscate attraverso il fuoco, si capirebbe perché i principali mezzi di comunicazione di quei paesi, e a cascata quelli dell’occidente, tacciono. In questa circostanza si sta scoprendo l’enorme forza dei social. Al TG1 di ieri sera 22 agosto alle 20, in Italia, nessun cenno sul dramma dell’Amazzonia ma, contemporaneamente, Cristiano Ronaldo sul suo Instagram scriveva: “La foresta amazzonica produce più del 20% dell’ossigeno del mondo e sta bruciando da 3 settimane. È nostra responsabilità aiutare a salvare il nostro pianeta”. Per questo Filippo Ostinelli invita tutti quelli che possono a trovarsi venerdì 23 agosto, a partire dalle 10.30, davanti a Palazzo Cernezzi in Via Vittorio Emanuele II, per una manifestazione dal titolo “il tasso di disboscamento dell’Amazzonia è cresciuto del 65% : perché nessuno ne sta parlando?”
Filippo Ostinelli, comasco
