Blog / Una giornata di Susanna | 18 Luglio 2019

Angela Sajeva – E poi, di notte…

E poi, di notte, arrivavano tutti i pensieri. 
Insieme alla paura e insieme ai perché.
Arrivavano tutti di notte, in mezzo alla notte, nel punto più lontano dalla luce del domani.
Nel punto più lontano da ieri con lui.

Allora gli occhi le si aprivano. La mano al comodino a cercare la luce, a cercare lo smartphone per vedere quanto è notte. Che ora è?
Le tre sono l’ora peggiore. L’ora più lontana dalla luce, l’ora più lontana da lui.
La paura non aveva sonno. Non aveva fretta. Non si stancava. La paura sapeva aspettare.
Aspettava seduta in fondo al letto come un gatto che ti si addormenta tra le gambe. Non ti fa muovere. Dormi, ma dormi scomodo. Dormi, ma dopo un po’ ti svegli. La paura è avere nel letto un gatto tra le gambe, solo che non è morbido, solo che non è bello.
Un gatto che prima o poi la svegliava.

https://www.youtube.com/watch?v=QzoX1OI1Onk&feature=youtu.be