Articoli / Blog | 15 Maggio 2019

METRO – La luce riattaccata e l’azione morale

Qualcuno mi ha chiesto che messaggio abbia voluto mandare l’elemosiniere del Papa che ha ridato la luce ai poveretti rimasti al buio. Io non credo che Konrad Krajewski l’altro giorno abbia voluto dare innanzitutto un messaggio; io penso che innanzitutto abbia voluto salvare qualcuno. Perché in una casa dove abitano quasi cinquecento persone non si può vivere senza corrente da sei giorni dopo che ti hanno promesso che la corrente sarebbe tornata e non hanno mantenuto la promessa: dare energia elettrica in quel caso equivale a rubare un pezzo di pane per chi sta morendo di fame. Non si tratta infatti della corrente per la televisione ma di quella per bere, per lavarsi, per conservare i cibi, per alimentare macchinari medici ai quali erano attaccati alcuni la cui vita sarebbe stata in pericolo se non fossero ripartiti. “Don Corrado”, che non ha voluto soprattutto lanciare un messaggio, comunque un messaggio lo ha dato: e non è che per la Chiesa non pagare le bollette equivale a pagarle. Il messaggio è che compiere un’azione morale non sempre è compiere un’azione legale, che se uno sta morendo di fame si può rubare un pezzo di pane per lui e questo non è legittimare il furto ma legittimare la vita. Il messaggio è che la prima domanda da farsi non è perché lì non pagano le bollette ma perché lì ci sono bambini in quelle condizioni, perché delle famiglie erano in quella situazione.

Tratto da Metro