Articoli / Blog / In spagnolo | 23 Settembre 2018

Palabra – Cuidar el amor

Ho collaborato con la rivista spagnola Palabra in altre occasioni, l’ultima volta il 18 maggio scorso. Questo è un articolo pubblicato per il numero di agosto. A fondo pagina la versione in spagnolo. En la parte inferior de la página, la versión en español

Curare l’amore, metterlo a punto, è la parte più bella della vita perché è il compiersi di quanto è stato promesso agli inizi, quando ci si era innamorati. La grande maggioranza delle persone desidera dedicare le vacanze estive proprio a questo, alla manutenzione dei legami che nascono dall’amore, e per loro scrivo queste righe.

Per essere sani, i legami, non devono essere né troppo stretti né troppo laschi. Ho in mente la definizione di “zona di rispetto” dell’urbanistica che viene definita come “quella zona nella quale la costruzione di edifici è soggetta a determinata vincoli”. La possiamo applicare alla distanza di convivenza che consente lo sviluppo dell’amore. L’estate serve a rimodulare quella distanza. Pensiamo a un dado e a un bullone. Se il foro è troppo ampio rispetto al gambo, il dado non si avviterà perché c’è troppo gioco. Se è troppo stretto non si avviterà perché ce n’è troppo poco. Ovvietà, si potrebbe pensare. Forse però non è così banale se ci si chiede perché un amore che agli inizi andava bene, poi va in difficoltà. A volte, per carenza di cura, il gioco di dado e bullone si rovina. È vero che erano fatti l’uno per l’altro, ma poi la filettatura si è consumata, oppure la ruggine ha bloccato il dado. Insomma è mancato il lavoro di mantenimento dello spazio che permetteva il gioco del vivere. Abbiamo trascurato di oliare il rapporto. Forse di smontarlo e rimontarlo, cioè di svitare e riavvitare. Ecco il gioco: uno spazio che consente il contatto senza imprigionare.

La mia riflessione si conclude sullo spazio e il tempo che ciascuno deve dedicare a se stesso. L’amore è possibile solo se si avvia a partire dai luoghi più segreti dell’anima, per questo è necessario che ciascuno si addentri nella propria. Amare, che è scegliere di donarsi, di comunicarsi, è possibile solo quando ciascuno ha, almeno in parte, incontrato se stesso, perché donare è donare se stessi. Forse le persone che non rispettano questo loro bisogno, sono quelle che, lamentandosi, passano in estate solo dal pigia pigia della metropolitana a quello della spiaggia.

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Cuidar al amor, ponerlo a punto, es la parte más bella de la vida, porque es el cumplimiento de lo que se prometió al inicio, cuando uno se enamoró. La gran mayoría de las personas desea dedicar las vacaciones veraniegas precisamente a esto, a la manutención de los vínculos que nacen del amor, y para ellos escribo estas líneas. Para ser sanos, los vínculos no deben ser ni demasiado estrechos ni demasiado sueltos. Tengo en el pensamiento la definición de “zona de respeto” del urbanismo, que se define como “aquella zona en la que la construcción de edificios está sujeta a determinados vínculos”. La podemos aplicar a la distancia de convivencia que consiente el desarrollo del amor. El verano sirve para remodular esta distancia. Pensemos en una tuerca y en un tornillo. Si el agujero es demasiado amplio en relación con el tornillo, la tuerca no se enroscará porque hay demasiado hueco. Si es demasiado estrecho, no se enroscará porque hay demasiado poco. Una obviedad, se podría pensar. Pero quizá no es tan banal preguntarse por qué un amor que al principio iba bien se encuentra luego en dificultad. A veces por falta de atención, el juego de tornillo y tuerca se estropea. Es verdad que estaban hechos el uno para el otro, pero luego la rosca se ha pasado, o el óxido ha bloqueado la tuerca. En definitiva, ha faltado el trabajo de mantenimiento del espacio que permitía el juego del vivir. Hemos descuidado engrasar la relación. A lo mejor desmontarlo y volverlo a montar, es decir, desatornillar y volver a atornillar. Este es el juego: un espacio que consiente el contacto sin aprisionar. Mi reflexión termina en el espacio y el tiempo que cada uno debe dedicar a sí mismo. El amor es posible sólo si se pone en marcha a partir de los lugares más secretos del alma, y por eso es necesario que cada uno se adentre en la suya. Amar, que es elegir darse, comunicarse, sólo es posible cuando cada uno se ha encontrado a sí mismo, al menos en parte, porque dar es darse a sí mismo. Quizá las personas que no respetan esta necesidad que tienen son aquellas que, lamentándose, pasan en verano sólo del gentío del metro al de la playa.