Blog / Valentina Grimaldi | 30 marzo 2018 |

La Dott.ssa Grimaldi risponde – Sincerità e delicatezza per affrontare il tema del lutto con nostro figlio

Conclusa la parentesi dedicata ai vaccini, continuiamo la nostra rubrica. Per inviare un quesito per la Pediatra, scrivere a: [email protected]

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Cara dottoressa, sono la mamma di una bambina di 5 anni. In classe di mia figlia c’è stato un lutto: è morto il papà di una compagna di classe. Tra genitori ci siamo interrogati sull’opportunità di portare i bambini al funerale. È giusto o sbagliato, può avere un effetto traumatico? Il papà della bambina era malato da tempo e la madre sapeva che non c’erano molte speranze, perciò ha preparato un po’ i figli e quando c’è stata la messa funebre li ha portati. Della classe alcuni bambini sono andati, altri no. Le maestre hanno accompagnato i bambini, ma hanno lasciato decidere le famiglie. Io ho deciso di mandare mia figlia Chiara, ho fatto bene? Come si parla di morte ai bambini? (Francesca, da Udine)

Cara Francesca, l’argomento che proponi è spesso al centro di discussioni. Da un punto di vista psicologico è giusto che un bambino partecipi al funerale di un familiare o amico: serve ad aiutarlo a rielaborare il lutto insieme ai suoi familiari e parenti. Piangere e veder piangere in un momento in cui tutti sono tristi è normale e serve a tirar fuori le emozioni. Io penso tu abbia fatto bene a mandare tua figlia, avrà condiviso con i compagni e le maestre il dolore dell’amica. Dal tono della tua lettera sei una mamma attenta: l’avrai preparata e sicuramente dopo ne avrete riparlato.
Parlare ad un bambino di morte non è facile soprattutto se siamo molto coinvolti. Il primo pensiero è “non far soffrire i nostri figli”, risparmiargli un dolore, proteggerli dalle emozioni tristi, ma sappiamo bene che non si può fare e sappiamo anche che la miglior protezione che possiamo dare ai nostri figli è esserci come punto di riferimento sia nella gioia che nel dolore, assicurandogli sempre la nostra presenza amorevole e rassicurante, capace di condividere con loro anche il momento più difficile. Per questo, anche quando dobbiamo affrontare il tema della morte, dobbiamo parlare ai nostri figli con sincerità e delicatezza. Queste le parole chiave: sincerità e delicatezza. Usando poi parole comprensibili, evitando di inventare bugie, perché il nostro atteggiamento rivelerà la bugia molto più delle nostre parole e perderemmo la fiducia di nostro figlio. Spesso uno dei problemi più frequenti che hanno i bambini in caso di lutto è proprio quello che nessuno fornisce loro una spiegazione, vedono intorno a sè una rivoluzione, ma nessuno spiega loro cosa sta accadendo e finiscono per sentirsi soli, confusi, a volte in colpa; molto spesso non chiedono più perché sentono che non siamo sinceri e avvertono il
nostro disagio, quindi “fanno finta di niente”… Allora molti adulti pensano che la cosa per il bambino sia passata inosservata, ma non è affatto così. Brava Francesca!

Valentina Grimaldi è nata nel 1964, laureata in medicina e chirurgia nel 1989 all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e specializzata nello stesso Ateneo in Pediatria nel 1993. Autrice di diverse pubblicazioni scientifiche e relatrice in convegni nazionali ed internazionali; ha conseguito un master di II livello in Allergologia pediatrica. Dopo l’esperienza ospedaliera e di ricerca presso il Policlinico Gemelli di Roma, esercita a Roma la professione di pediatra di famiglia dal 1996. Da sempre attenta alle problematiche psicoeducazionali e della genitorialità si è specializzata in Psicoterapia Infantile per meglio soddisfare i bisogni di salute dei bambini e delle loro famiglie. Questa rubrica non vuole sostituirsi al medico curante né alimentare il fai da te, al contrario vuole indurre il lettore a riflettere su alcune tematiche comuni ai bambini ed alle famiglie per poi affrontarle nelle giuste sedi con il pediatra di fiducia o lo psicoterapeuta