Blog / Valentina Grimaldi | 23 Marzo 2018

La Dott.ssa Grimaldi risponde – Perché i medici non si prendono responsabilità per i vaccini?

L’ultima lettera sul tema delle vaccinazioni che pubblichiamo è stata divisa in due parti: sono due domande che sono state rivolte alla dott.ssa Grimaldi attraverso Facebook. Dopo aver risposto al primo commento, la Dott.ssa Grimaldi risponde al secondo, chiudendo così la rubrica sui vaccini.


Se tutto è così semplice perché nessun medico firma la dichiarazione di responsabilità per possibili reazioni avverse? La fanno firmare ai genitori, perché? (Mariuccia)
Cara Mariuccia, il documento che firma il genitore al momento della vaccinazione è il consenso informato, che, da diversi anni, viene fatto firmare al paziente prima di ogni atto medico, non per “scaricarsi” possibili colpe, ma perché sottoporsi ad un trattamento o ad una cura è una libera scelta. Nel caso dei bambini, essendo minori, è il genitore o tutore legale che decide; firmando il consenso informato dichiara di aver capito cosa si sta facendo al figlio/a e di essere a conoscenza dei rischi e dei benefici che tale atto medico comporta. In questo modo si capisce perché non può essere il medico a firmare il consenso informato, significherebbe sostituirsi alla potestà genitoriale. Il medico invece risponde sulla correttezza dell’informazione fornita al paziente e sulla correttezza dell’atto medico che svolge, che deve essere eseguito secondo i criteri stabiliti dal sistema sanitario e dalla comunità scientifica. Sappiamo bene che qualunque danno arrecato al paziente derivante da negligenza del medico è perseguibile. Pertanto il medico si assume la responsabilità di compiere correttamente l’atto medico in questione (compreso far firmare il consenso informato che, lo dice la parola stessa, prevede un’informazione esaustiva al momento o in altra sede, ad esempio dal pediatra curante nel caso dei vaccini), mentre il genitore firmando il consenso dichiara di accettare che sul proprio figlio venga effettuata la vaccinazione o l’intervento chirurgico o un certo esame diagnostico particolare avendo compreso rischi e benefici di ciò che si sta per fare.

Concludo ricordando che il il consenso informato è un vero e proprio diritto della persona “che trova fondamento nei principi espressi nell’articolo 2 della Costituzione, che ne tutela e promuove i diritti fondamentali, e negli articoli 13 e 32della Costituzione, i quali stabiliscono che la libertà personale è inviolabile e che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge” (Cass. n. 20984/2012).


A conclusione di questa sessione di lettere dedicata alle vaccinazioni suggerisco alcune letture utili a chi volesse approfondimenti ancora il tema:

1. Tommaso Montini – Vacciamiamoli! (Pensiero scientifico editore)
2. Alberto Melzi – Genitori e Vaccini (Printed in Great Bretain by Amazon)
3. Roberto Burioni – La congiura dei somari (Rizzoli editore)

Valentina Grimaldi è nata nel 1964, laureata in medicina e chirurgia nel 1989 all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma e specializzata nello stesso Ateneo in Pediatria nel 1993. Autrice di diverse pubblicazioni scientifiche e relatrice in convegni nazionali ed internazionali; ha conseguito un master di II livello in Allergologia pediatrica. Dopo l’esperienza ospedaliera e di ricerca presso il Policlinico Gemelli di Roma, esercita a Roma la professione di pediatra di famiglia dal 1996. Da sempre attenta alle problematiche psicoeducazionali e della genitorialità si è specializzata in Psicoterapia Infantile per meglio soddisfare i bisogni di salute dei bambini e delle loro famiglie. Questa rubrica non vuole sostituirsi al medico curante né alimentare il fai da te, al contrario vuole indurre il lettore a riflettere su alcune tematiche comuni ai bambini ed alle famiglie per poi affrontarle nelle giuste sedi con il pediatra di fiducia o lo psicoterapeuta