Le Lettere di Renato Pierri – Etica della sacralità della vita… crocifissa

4 Lug 2017   •   Blog  •  Le Lettere di Renato Pierri

La fotografia del piccolo Charlie Gard che ho visto sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi, e il desiderio di diversi frequentatori del blog, che al bambino non siano sospese le inutili cure, mi hanno fatto tornare alla mente la fotografia del piccolo Victor, molto più triste, angosciante, e lo stesso desiderio di tenere il più a lungo possibile sulla croce un essere umano. L’amore per il Cristo in croce fa desiderare di avere altri poveri cristi da amare. Così va il mondo.  

Padre Trento, missionario in Paraguay, nel settembre del 2008 pubblicava una lettera della quale trascrivo alcune frasi: «Il piccolo Victor di un anno…geme in continuazione… mmm, ah, ah, ah…La sua testa è enorme e come d’improvviso la parte inferiore è sprofondata lasciando una piccola fossa, lì dove non ha il cranio…Attraverso l’apparato messogli dai medici, è uscita tutta l’acqua della testa…l’altro giorno gli è scappato l’occhio destro: è rimasta una cavità vuota che spurga di tutto…Victor, il mio bambino, non solo è un piccolo cadaverino che vive, ma è tutto deformato, lacerato, pieno di cannucce che entrano ed escono dal corpo…Il mondo dice: perché non lo lasciate morire?…Victor è Gesù, il mio piccolo Gesù che agonizza, che soffre, che geme…Lo bacio, lo bacio sempre… i gemiti si calmano. Gli accarezzo la fronte… non più testa ormai, sgonfiata, con la pelle infossata, come un laghetto di montagna…e sento che accarezzo Gesù… ». Si pensi se i soldati romani avessero avuto la possibilità di protrarre le sofferenza del Cristo in croce per giorni o per anni. Maria e gli apostoli, straziati dal dolore, non li avrebbero supplicati di lasciarlo morire? Bene, la tortura del piccolo Victor, grazie a padre Trento, ai medici, e a sofisticate apparecchiature, fu protratta sino al marzo del 2012. Ne diede notizia padre Aldo stesso, con le seguenti parole: “Victor è adesso lì nella cella mortuaria, con i suoi occhi spappolati aperti. Non sembra che il suo corpo sia morto perché è tutto come prima. Anzi, in lui morto, si fa ancora più evidente la Presenza del Mistero. È morto alle 4 del mattino, consumandosi come una candela… Questi lunghi anni di dolore che Victor ha vissuto ci hanno insegnato a toccare con mano la vibrazione dell’Essere, cioè: Victor c’è e se c’è, significa che un Altro lo sta facendo, un Altro che adesso ha deciso di prenderselo con sé”. Padre Trento e compagni fecero di tutto per continuare a lungo a coccolarsi “il cadaverino deformato”, e poi attribuirono a Dio la decisione di “prenderlo con sé”. Senza “cannucce che entravano ed uscivano dal corpo”, senza baci e carezze, il Signore avrebbe posto fine allo strazio di Victor molto tempo prima, ma non gli fu concesso.

Renato Pierri

 

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  • Renato Pierri

    Stefania Rossini ha pubblicato sul blog de L’Espresso l’articolo di Alessandra Rigoli.

    Tutto quello che ho pensato in questi giorni sul caso di Charlie, che mi ha fatto mettere in discussione anche convinzioni molto radicate, è stato magistralmente sciolto da un intervento su Facebook di Alessandra Rigoli, che è medico, è cattolica, ma è capace di un pensiero libero. Vale la pena di incollarlo qui sotto per intero.
    Stefania Rossini

    La valutazione più importante, e meno citata, è quella che i riguarda il dolore. Dicono i medici inglesi, con la conferma di quelli europei che hanno esaminato il caso, che il dolore di Charlie è terribile e continuo. Lasciarlo soffrire è una scelta incomprensibile, specie da parte dei genitori.
    Stefania Rossini

  • Sergio Fumagalli

    Lei non perde occasione di stravolgere completamente il pensiero di quelli con cui non è d’accordo. Poi continua a fare dell’ironia su cose che non conosce, riempiendo i suoi scritti di calunnie e di giudizi temerari… Poi pretende dagli altri la misericordia (nei suoi confronti?)…

  • Renato Pierri

    Un paio di commenti dal blog de L’Espresso

    Abbiamo la certezza che il bambino non ha speranza di salvarsi. Abbiamo la certezza che continuare a tenerlo in vita gli causa sofferenze atroci. Allora cosa si aspetta? E questi genitori, sono consapevoli che tenere il figlio in vita significa dargli solo sofferenza inutile, senza speranza? Sono sicuri che sia questo il modo migliore per amare il proprio figlio? Sono sicuri di amare il proprio figlio e non se stessi? Seguono, forse, precetti religiosi? Scommetterei che sono cattolici.
    Questo caso è l’ inverso del caso di Eluana Englaro. Lì il padre voleva staccare la spina, in questo non vogliono staccarla.
    Secondo voi chi, dei due casi, ama veramente il proprio figlio?
    Guido Buonomo

    E’ coraggiosa, la dottoressa Rigoli.
    Ci vuole coraggio, per un medico, a dire certe cose… in Italia.
    Gorby07

  • Renato Pierri

    Ancora un commento su L’Espresso

    Luciano Ferrari 4 luglio 2017 alle 22:10
    E se Charlie potesse parlare, afflitto da dolori immensi e dicesse: prendeteli voi i miei dolori, voi che usate il mio corpicino per le vostre manie di pietà pelosa, voi che vi esercitate a manifestare la vostra grandezza umana a mie spese. Spero di farla finita, non voglio continuare ad essere oggetto delle vostre campagne elettorali, politiche ,poco umane. Lascitemi riposare nel mio sogno di bambino innocente. A voi umani dico che non avete visto la grandezza della pietà.

    Prof. Luciano Ferrari

  • Renato Pierri

    Dov’è l’ultimo commento? Che succede?

  • Renato Pierri

    Peché il commento deve essere approvato? E perché sparisce?

  • Renato Pierri

    E’ la seconda volta che lo inserisco.

  • Quando ci sono link è necessaria l’approvazione

  • Renato Pierri

    Mauro, non c’è nessun link, ma solo il nome del giornale online dove ho pubblicato.

  • Staff del blog

    Non importa se non c’è il link integrale. Il sistema rivela e blocca parola.parola
    A maggior ragione sussidiario . It