Blog / Renato Pierri | 28 Giugno 2016

Le lettere di Renato Pierri – Chi ragiona bene sul matrimonio, Gesù, papa Francesco, oppure né l’uno né l’altro?

Qualche giorno fa, sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi (vedi l’Huffington Post ), ho posto la candida domanda: “Chi ragiona bene sul matrimonio, Gesù, papa Francesco, oppure né l’uno né l’altro?”. Nessuna risposta, tranne la seguente di una religiosa signora: “Sempre Gesù, ovviamente”. Il che significa che Papa Francesco, secondo lei, sul matrimonio non ragiona bene come Gesù. In realtà, nel discorso del Vangelo sul divorzio e quindi sul matrimonio attribuito a Gesù, c’è qualcosa di sbagliato. Vediamo che cosa riferisce riguardo al matrimonio in Palestina al tempo di Gesù, il celebre storico – saggista francese, Accademico di Francia, Henri Daniel – Rops: “Nella maggior parte dei casi erano i genitori che sposavano i loro figli: si raccontava, sì, che le unioni coniugali erano decise in cielo, da Dio stesso, quaranta giorni prima della nascita, ma si trattava evidentemente di genitori che invocavano la tradizione per giustificare la loro scelta. L’iniziativa la prendeva il padre del futuro sposo, poiché in fin dei conti era la famiglia di lui ad accrescersi” (La vita quotidiana in Palestina al tempo di Gesù, Mondadori, pag. 137).

Ora, non è ingenuità e presunzione ad un tempo attribuire a Dio una decisione umana? E’ mai possibile attribuire disinvoltamente a Dio l’unione di una bambina di dodici anni e mezzo (questa l’età in cui si maritavano le ragazze) e di un giovane di diciotto anni o più, considerato anche che la loro unione non era dovuta ad amore e ad una loro decisione? Oggi la Chiesa, diversamente da Gesù, non attribuisce a Dio tutte le unioni, ma solo i matrimoni celebrati in chiesa. Così, chiudo con un’altra domanda: non converrebbe alle volte lasciarlo in pace il buon Dio, e non attribuirgli ciò che ci piace o ci fa comodo?

Renato Pierri

 

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