Blog / Riflessioni | 02 Marzo 2016

Via Crucis – VII stazione: Gesù cade per la seconda volta, vista con gli occhi della donna Siro Fenicia

Sono qui.
Sono in prima fila davanti a te.
Se ci sei tu, io arrivo.
Se ci sei tu, non c’è folla che possa fermarmi.
Se ci sei tu, io sono ai tuoi piedi.

Come allora in quella casa a Tiro.
Tu hai ascoltato le mie suppliche.
E, ora, qui io ascolto il tuo lamento.

Come allora in quella casa a Tiro.
Io ero a terra.
E, ora, qui, lo siamo tutti e due.

Come allora in quella casa a Tiro.
Io ero gravata dal dolore di mia figlia indemoniata.
E, ora, qui, tu sei schiacciato dal peso, dal dolore di questa immensa croce.

Come allora in quella casa a Tiro.
Tu mi parlasti di pane.
Io ti parlai di briciole. Ed ora eccomi qui sfamata da quelle briciole. Accanto a te di nuovo.

Come in quella casa a Tiro avvenne un miracolo grande.
Qui, ora, io e te ne faremo un altro.
Non so come.
Non so quando.
Sembra tutto ridotto in polvere.
Ridotto in briciole.
Ma ci sazieremo.
Ci sazieremo ancora io e te.
Perché sono briciole del tuo pane.
Briciole di te.
E tu, Gesù mio, basti sempre.
Alzati piano, Gesù mio, ma alzati.
Ti prego ora come allora: alzati.
O ti percuoteranno ancora.
Io vado avanti.
Come feci allora.
Ti aspetto allora.
Aspetto la vita che tu mi hai dato, liberata, come allora.

Questa Via Crucis è fatta dalla prospettiva di uno dei personaggi che, secondo i vangeli, è certo o possibile fosse presente alla Passione del Signore. Lo sguardo della sesta stazione è quello della donna Siro Fenicia.
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