Blog / Una donna nel Vangelo | 20 febbraio 2016 |

Domenica 21 febbraio – Per vedere la tua gloria mi devo svegliare

Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare. E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui. Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva. Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo». Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto. Luca 9, 28b -36

Mi piace pregare insieme a te.
Mi piace quando mi porti con te in disparte.
Mi piace addormentarmi davanti a te che preghi.
E poi svegliarmi abbagliata da te.
Perché tu e Dio insieme, a parlare, siete una meraviglia di candore e luce.
E non vorrei mai smettere.
Mai smettere di guardarvi.
Mai smettere di stare con voi.

Per vedere la tua gloria mi devo svegliare.

È tanto bello stare con te.
Svegliami amore mio se mi si chiudono gli occhi.
Non voglio perdere un minuto di vita senza te.

Non devo aver paura del buio.
Non devo aver paura di quello che ti copre alla mia vista.
La tua voce può raggiungermi sempre.
Tu sei sempre con me.
Quando tutto finisce resti solo tu.
Perché tu non finisci mai.

A volte taccio.
Perché posso parlare solo con gli occhi e con il silenzio.

Questo commento del vangelo del giorno è fatto dalla prospettiva di una delle donne senza nome che seguivano Gesù (cfr Lc 8, 1-3). Il suo nome è Zippi (Zippora).

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