Via Crucis di Maria

 

 

Titolo: Via Crucis di Maria

Autore: Mauro Leonardi

Editore: Amen

ISBN: 978-8896063507

Data di uscita: febbraio 2021

Prezzo: €7

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Descrizione

Dopo la Via Crucis vista con gli occhi di alcuni personaggi del Vangelo, le Edizioni Amen hanno chiesto a don Mauro una focalizzazione più approfondita su Maria, la Madre di Gesù. Ne è nato questo libro, piccolo ma prezioso, in cui l’Autore conduce il lettore, con la forza della preghiera e la precisone della poesia, a stare sulla Via Dolorosa del Figlio Incarnato attraverso gli occhi di Maria, Madre di Dio e Madre nostra

Dall’Introduzione

Ringrazio le Edizioni Amen per avermi chiesto, dopo la Via Crucis – Le stazioni della Via Crucis viste con gli occhi di alcuni personaggi del Vangelo, una focalizzazione più approfondita su Maria, la Madre di Gesù. Le parole che potete leggere di seguito hanno lo scopo di aiutare a contemplare e sono convinto che il modo migliore per farlo sia sempre il Vangelo. Con qualche minima attenzione, la sua presenza, anche se a volte è solo un indizio, è riconoscibile in ogni riga. Offro qui di seguito solo quattro piccole delucidazioni che servono per comprendere meglio dei passaggi poetici che sono frutto della mia personale orazione e che in quanto tali, sebbene pienamente conformi alla Rivelazione e al racconto evangelico, sono solo immaginati da me e pertanto possono essere tranquillamente non condivisi. Nella IV STAZIONE, quando scrivo “È il giorno in cui ti coprii quando il Cielo disse che eri il Prediletto e di seguire la tua Parola” ho presente i versetti di Marco: “ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Mc 1, 9-11). Io da sempre immagino che Maria fosse presente nel momento in cui Gesù usciva dalle acque e che lo coprisse, così come lo aveva avvolto in fasce al momento della nascita (cfr Lc 2,7) Nella VII STAZIONE, quando scrivo “Caddi anch’io, lo ricordo, quando correvo per raggiungere Elisabetta. Caddi per spingere il carro impantanato mentre ci recavamo a Gerusalemme” faccio riferimento alle scene evangeliche della “Visitazione” e di “Gesù perso e ritrovato al Tempio”. In esse ci sono due momenti che io mi raffiguro concitati. Il primo quando Maria “in fretta” (Lc 1,39) corre da Elisabetta e il secondo quando Maria e Giuseppe “credendo nella carovana Gesù, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme” (Lc 2, 44-45). In entrambi i casi io, nella mia orazione, ho sempre immaginato che ci siano stati momenti in cui Maria, muovendosi in maniera agitata per quelle strade scivolose e dovendo magari aiutare a spingere il carro per quelle strade dissestate, scivolasse a terra, cadesse e si sporcasse di fango. Nella IX STAZIONE dove scrivo “quando fuggisti la morte passando in mezzo alla folla” mi riferisco all’episodio nella sinagoga di Nazareth all’inizio della sua vita pubblica. Lì il vangelo narra che, dopo aver parlato ai suoi, gli abitanti della sua città lo vogliono uccidere “gettandolo dal ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò” (Lc 4,29-30). Ho sempre pensato che in questo episodio ci fosse qualcosa di miracoloso, visto che quella che utilizzarono i compatrioti di Gesù per ucciderlo, era una tecnica di caccia venatoria e che quindi non è per nulla semplice immaginare come Cristo fosse riuscito a “passare in mezzo a loro”. Ecco perché mi è venuto spontaneo il paragone con il passaggio degli ebrei attraverso il Mar Rosso. Infine quando nella X STAZIONE scrivo “Come quando, nel palazzo di Erode, imperiosa, richiesi il corpo di Giovanni e mi portai via la dolce ancella moglie di Cusa, così ora chiedo il tuo corpo” mi riferisco al momento della sepoltura di Giovanni il Battista. Il vangelo di Matteo ci racconta che “i suoi discepoli andarono a prendere il corpo e lo seppellirono”(Mt 14,12). A me pare logico che ai funerali di Giovanni, visto oltretutto che è espressamente detta l’assenza di Gesù, ci fosse anche Maria. Io immagino che, soprattutto di fronte a colei che rappresentava la famiglia di Giovanni (presumibilmente Zaccaria ed Elisabetta erano nel frattempo defunti), Erode vivesse con vergogna il gesto vigliacco e feroce dell’uccisione del cugino di Gesù, e chiedesse a Maria se poteva in qualche modo risarcire lo scempio compiuto. Fu allora – così immagino – che Maria, “mitezza guerriera”, chiese in modo autorevole ed “imperioso” al Tetrarca di lasciare che la moglie dell’amministratore Cusa, nel frattempo divenuta discepola di Cristo proprio grazie a Giovanni e che per questo ne portava il nome, potesse seguire il Figlio.

L’Autore

Don Mauro Leonardi, dell’Opus Dei, ordinato sacerdote da San Giovanni Paolo II nel 1988 a San Pietro, vive nella periferia romana di Casal Bruciato. Collabora regolarmente con quotidiani e riviste a grande diffusione. Ha presenze di rilievo sui social. Ha pubblicato diversi saggi e romanzi. Come Gesù è il suo blog.

 

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