
Blog – I compagni di Cristo: dal Natale al martirio
Il Natale non è soltanto la celebrazione della nascita del Figlio di Dio, ma l’inizio immediato di una storia che chiede testimonianza, scelta, dono della vita. Non è un caso che la liturgia, nei giorni immediatamente successivi alla manifestazione del Figlio di Dio, ci faccia incontrare quelli che la tradizione ha chiamato i comites Christi, i “compagni di Cristo”: coloro che gli furono più vicini nel suo cammino terreno e che per primi ne resero testimonianza fino al sangue.
In genere i santi vengono festeggiati nella data della loro morte: che spesso, soprattutto nei primi secoli del cristianesimo, corrispondeva al giorno del martirio. Non è così per Santo Stefano, San Giovanni e i Santi Innocenti. Il 26 dicembre, subito dopo la gioia del Natale, la Chiesa celebra santo Stefano, il primo martire della cristianità. La sua collocazione liturgica non è casuale: Stefano è il primo a testimoniare con il sangue che il Bambino deposto nella mangiatoia è il Signore per cui vale la pena perdere tutto, persino la vita. La luce del Natale si riflette immediatamente nel martirio, ricordandoci che l’amore vero non resta mai senza conseguenze. Il giorno seguente, il 27 dicembre, la liturgia ci conduce a san Giovanni Evangelista, il discepolo prediletto, colui che ha posato il capo sul petto di Gesù e che, pur non subendo il martirio cruento, ha offerto una testimonianza radicale attraverso la parola e la vita. Giovanni è il testimone dell’amore, colui che annuncia che Dio è amore perché lo ha visto, toccato, vissuto. Il 28 dicembre, infine, la Chiesa fa memoria dei Santi Innocenti, i bambini uccisi da Erode nel folle tentativo di eliminare il Bambino di Betlemme. Essi non parlano, non scelgono consapevolmente, eppure diventano testimoni silenziosi di Cristo. Il loro sangue innocente si mescola al mistero dell’Incarnazione, mostrando come il rifiuto di Dio passi spesso attraverso la violenza contro i più piccoli.
Questa sequenza liturgica è una vera catechesi: il Natale genera immediatamente una schiera di testimoni, diversi tra loro ma uniti dallo stesso centro. La Chiesa ci riporta alla sua verità più profonda: Dio si fa uomo per essere seguito, amato, testimoniato. E chi lo incontra davvero diventa, in un modo o nell’altro, un comes Christi, un compagno di Cristo, capace di trasformare la gioia della nascita in dono di sé.
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