Articoli / Blog | 10 Novembre 2025

Blog – Dal mantello condiviso alla Laudato Sì: la lezione di San Martino di Tours

Un tempo a novembre in Europa faceva proprio freddo e qualche giorno di bel tempo che dava respiro ai poveri senza tetto faceva pensare all’estate: così si diffuse una devozione a San Martino di Tours che forse con il cambiamento climatico sarebbe andata più lenta. Il fenomeno meteorologico mi ha spinto a rivisitare la storia del tradizionale evento miracoloso e, di conseguenza, la figura di un santo che, per secoli, è stato acclamato come uno dei più devoti, essendo “il primo” – o tra i primi – “santi non martiri”. Che la sua figura risplenda di una luce particolare lo dimostra l’ufficio composto per la sua festa. In quella sede si sottolinea che per essere “martire” – o “santo” – non è necessario sacrificare in modo cruento la propria vita. “Anima Santissima” come è scritto nell’Antifona della Magnificat della sua memoria, “anche se la spada non vi ha colpito, non avete perso la gloria del martirio.”.

La sua vita si svolge negli anni intorno all’Editto di Costantino e questa enfasi liturgica è particolarmente importante per coloro che sostengono l’idea che la santità riguardi tutti i cristiani, anche quelli della vita ordinaria, anche quelli che non hanno la possibilità di morire come martiri. Anche coloro che oggi sono chiamati ad essere santi e a mettere in pratica i tanti gesti della vita quotidiana, che l’enciclica Laudato Si’ (LS) presenta come pratiche virtuose e degne di essere promosse perché orientate alla cura della casa comune. Per citare alcuni esempi, posso ricordare l’invito a essere più attenti nel riciclaggio della carta (LS, n. 22), a non sprecare un bene prezioso come l’acqua (LS, n. 27), a non cuocere troppo e a non buttare via il cibo (LS, n. 50), a non abusare dell’ambiente (LS, n. 50), a non usare in nodo esagerato i condizionatori d’aria (LS, n. 55), a prestare attenzione alla raccolta differenziata (LS, n. 192), a ridurre l’uso di materiali plastici, a piantare alberi, a spegnere le luci non necessarie (LS, n. 211), ecc.

Accanto a questi gesti – che possono diventare altrettanti “impegni” per il cristiano di oggi che vuole essere santo – ci sono anche altri esempi che hanno una dimensione sociale più ampia, che riguardano il mondo delle imprese e della ricerca (LS, n. 112) o le comunità urbane, come il miglioramento del sistema di trasporto pubblico per ridurre l’uso dell’auto privata (LS, n. 153). Forse quest’anno San Martino vuole incoraggiarci a essere santi, non con la spada, ma con l’impegno a prenderci cura della nostra casa comune.

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