Articoli / Blog | 03 Ottobre 2025

Blog – Quando le aziende risparmiano scaricando pesi su famiglie e comunità

Qualche giorno fa, leggendo il Corriere della Sera, sono rimasto molto perplesso dalla risposta, di Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, al giornalista. L’intervistatore dice: “Dal 12 novembre la carta d’imbarco si potrà ottenere solo dalla vostra app. Ci sono però timori sulle persone che potrebbero avere difficoltà con le procedure, come gli anziani”. Il ceo di Ryanair imperturbabile risponde: «Anche io sono anziano. Ogni volta che abbiamo fatto un cambiamento tecnologico c’è stato qualcuno che ha detto gli anziani non ce la faranno. Ma i primi ad adattarsi sono stati proprio gli anziani, hanno tanto tempo e anche se non sono bravi col digitale, chiedono ai figli o ai nipoti».

Questa risposta apparentemente brillante in realtà rivela bene la logica con cui la compagnia scarica parte dei propri costi aziendali sulla società civile. Dire che “gli anziani hanno tempo” e che “possono chiedere ai figli o ai nipoti” significa dare per scontato che un compito che spetterebbe all’azienda – garantire accessibilità, inclusività e semplicità d’uso del servizio – venga delegato a famiglie, reti sociali, volontari. Questo non è un caso isolato. È lo stesso meccanismo che si verifica quando un’azienda non investe in sicurezza e così i costi degli incidenti vengono scaricati sugli ospedali pubblici; o quando una catena di fast food vende a basso prezzo cibi che causano obesità e malattie croniche, lasciando al sistema sanitario il compito – e la spesa – di curare le conseguenze; o ancora quando un’impresa inquina un fiume per risparmiare sul trattamento dei rifiuti e poi a bonificare sono i cittadini con le loro tasse. In tutti questi casi, ciò che appare “vantaggioso” per l’impresa si rivela un peso distribuito, spesso in modo ingiusto, sulla comunità.

La digitalizzazione forzata di Ryanair è un esempio minore, ma chiarissimo: l’azienda risparmia riducendo i suoi sportelli e i suoi servizi di assistenza, mentre i costi – tempo, energie, competenze digitali, frustrazioni – vengono scaricati su anziani, famiglie e reti sociali. Il Vangelo ci invita a portare i pesi gli uni degli altri (Gal 6,2), non a scaricarli sugli altri per alleggerire noi stessi. Il modello di business che si fonda sull’esternalizzazione dei costi sociali può apparire efficiente, ma è contrario alla logica evangelica: non costruisce comunità, non solleva i deboli, non mette al centro la persona. Al contrario, li considera semplici variabili esterne da sfruttare.

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