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Blog / Una donna nel Vangelo | 13 Aprile 2020

Martedì 14 aprile – Posso tutto

Commento al Vangelo (Gv 20,11-18) del 14 aprile 2020, martedì fra l’Ottava di Pasqua, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti, audio o scritti, a [email protected]

In quel tempo, Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto

Se mi dici donna, non ti riconosco.
Se non sai perché piango, non ti riconosco.
Dì il mio nome, fammi sentire che siamo sempre insieme.
Che sei sempre con me, che sono in te, e non ti tratterrò.
E andrò da chi vuoi: a dire che ci sei, chi sei, che ti ho visto.
Se ho il mio posto nella tua vita.
Se il mio nome è in te.
Posso smettere di piangere.
Posso tutto.