
Le Lettere di Alessandra Bialetti – A proposito di LNBQ e della parrocchia di San Fulgenzio, un amico mi scrive
Alessandra Bialetti condivide con il blog il commento di un suo amico (che vuole rimanere anonimo) a seguito dell’articolo Prediche gay a Roma, il cardinale sconfessa Ratzinger de La Nuova Bussola Quotidiana
Leggo da La Repubblica il racconto dell’esperienza di cristiani omosessuali nella parrocchia di San Fulgenzio e leggo poi l’imbufalita reazione sul solito sito dei soliti cristiani certificati che come al solito (francamente… cominciano a essere noiosi ed è sempre più faticoso arrivare in fondo – anche per un lettore onnivoro e di buonissima volontà – alle loro tiritere), decretano che nella cerchia degli eletti c’è posto – bontà loro – solo per gli omosessuali con cilicio schifati per l’obbrobrio che il buon Dio gli ha dato in sorte di essere. E per carità, tutto scritto sul catechismo, detto dai papi e Scritture alla mano. Ma si sa, anche il demonio è capace di citare le Scritture. E si sa pure questo: che a certe persone nemmeno Gesù in persona sarebbe capace di restituire la vista, poiché ci vedono benissimo…
Che dico allora? Un po’ sorrido perché credo diano a tutti gli esclusi un’ottima occasione per celebrare il Natale. E allora li ringrazio a nome di tutti coloro che sono sbattuti fuori. Insieme a Giuseppe, Maria e al Bambino. Perché anche per loro non c’era posto. E non è che a Betlemme non ce ne fosse in assoluto, è proprio “per loro” che non si trova. Chissà… forse perché venivano da quella terraccia iniqua e imbastardita della Galilea e in Giudea – roccaforte (evidentemente assediata) della vera fede – bisognava sempre vigilare per custodire la purezza degli eletti. Ah Betlemme… Un passato glorioso, la patria dell’amato re Davide… che nessuno, nemmeno suo padre, avrebbe mai immaginato potesse essere l’uomo secondo il cuore del Signore. Una storia di esclusione (l’ennesima della Bibbia) ribaltata da un Dio che non guarda l’apparenza, ma il cuore. Ma certe lezioni Betlemme non le ha imparate evidentemente. Nemmeno la Parola di Dio può nulla contro certe durezze. Ora, nella patria del re Davide non c’è posto per un discendente di Davide. Bel paradosso vero? E che dire dei pastori? Fuori anche loro. Eppure in quelle stesse regioni fu pastore proprio lo stesso Davide! E da pastore Davide imparò le abilità per essere poi re. Ma quegli stessi pastori ora sono troppo sporchi e poco santi, sono dei fuori norma e il loro posto – tanto per cambiare – è fuori. Allora (non è che bisogna essere degli espertoni per cogliere il nesso eh!), gioisco per tutti coloro che vengono buttati fuori. Sorrido dello scandalo dei “buoni” e delle loro parole disfattiste. Perché Il Signore del cielo e della terra manda il suo angelo nei campi per annunciare una grande gioia proprio a quelli là fuori… E auguro a tutti i buttati fuori di coglierla e di gustarsela quella gioia che è proprio per loro. E capisco anche che quella gioia per la vicinanza di Dio che avvolge gli esclusi con la sua gloria, sarà una gioia per tutto il popolo. Anche per quelli che sputano teologia senza amore (e tra l’altro, continuare a ripetere ossessivamente le stesse cose non è certo fare teologia). Anche per loro sarà questa gioia. E spero che siano proprio gli stessi che loro buttano fuori a dirgliela perché non c’è nessuno che meglio sa il calore dell’accoglienza di chi è abituato a stare fuori. Buon Natale, a tutti. Che il Signore ci aiuti a riconoscere il segno della Mangiatoia e ci aiuti ad essere messaggeri del suo amore in ogni luogo, specialmente in quelli che nessun altro sarebbe disposto a occupare.
Lo ripeto: buon Natale a tutti.
