
Cartoline da Ischia – L’estasi di Santa Teresa di Bernini
Scheda tecnica : scultura in marmo e bronzo dorato, di altezza di 3,50 mt, di Gian Lorenzo Bernini rappresentante Santa Teresa d’Avila (1515-1582), Vergine e Dottore della Chiesa in estasi mentre un angelo è in atto di trafiggerle il petto con una freccia. Realizzata tra 1647 e il 1652 e collocata nella chiesa di Santa Maria della Vittoria, a Roma, nella cappella Cornaro. E’ nota anche come “Transverberazione di Santa Teresa” da transverberare cioè trafiggere, che nella mistica cattolica, indica la trafittura del cuore con un oggetto affilato come una freccia o una lancia, da parte di Dio o di un angelo come nel caso dell’opera del Bernini.
“ Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. Il dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata……..”
Osservando quella bocca marmorea si prova un brivido inesauribile ed immagini di cui essere gelosi, tranciano i nostri pensieri, annichiliscono la volontà, mutano la realtà intorno a noi. E’ la bocca più sensuale mai fatta da mani d’uomo. E’ la bocca di una santa in estasi…è la bocca di una donna rapita. Di una donna in un amplesso d’amore che inarca la schiena, che tende allo spasimo ogni muscolo; una donna i cui sensi sul mondo sono nulli ma che respira il corpo che è sopra di lei, che lo trattiene, che non vuole lasciarlo. E’ un deliquio del corpo, un sommo entusiasmo della mente. Una estasi !
Questo inarrivabile capolavoro della scultura barocca non può decifrarsi se non alla luce del percorso creativo, di quel momento, del geniale scultore napoletano. Bernini termina l’opera quando aveva grossomodo, 55 anni, un’età in cui si era più prossimi alla morte di quanto non sia oggi. E’ certo che lo scultore fosse in quel tempo, un assiduo frequentatore di esercizi spirituali presso i Gesuiti ed i suoi biografi ne indicano la profonda conversione che lo portava a comunicarsi due volte la settimana. In quegli anni, più che per la committenza, Bernini pare scolpire per se e le sue opere d’arte sacra luccicano di sincera partecipazione interiore. Più volte rapisce al marmo, figure umane in estasi reale e concreta, prefigurazione infallibile di una esperienza interiore che si erge oltre il livello umano per entrare in comunione con Dio.
Nella costruzione marmorea della Cappella Cornaro, Bernini trasforma la carne di una donna in puro spirito che si eleva verso il cielo e, all’unisono, fa dello spirito della santa la sublimazione di un amplesso divino. La carnalità della donna, compare solo qua e là: un piede delicatissimo, una mano affusolata, leggera; il volto rapito. Eppure, quella carne sotto il panneggio formidabile della veste, spinge lo spirito in alto verso la Luce. Mai bocca fu tanto desiderato da uomo e da Dio.


Salve, sono Ciro Di Sarno e vivo ad Ischia, una delle isole più belle al mondo. Venite a trovarmi e vi racconterò il resto della mia vita
