Blog / Lettere | 09 Luglio 2017

La Lettera di Dory – L’anno scolastico è finito

È finito un anno scolastico. In realtà noi docenti siamo ancora al lavoro tra esami e collegi di chiusura. Sono felice per i risultati raggiunti dai miei ragazzi. 

 

Sono contenta anche un po’ di me. Mi hanno affidato una classe difficile e quest’anno è stato un anno tanto complicato in famiglia e per la salute:per un momento sono stata tentata di mollare. E invece resto. Resto perché a volte ci sono gruppi classe che ti fanno disperare. Ma siamo e sono qui per loro. Darò tutto. Tutto. E spero in loro. In qualche piccolo cambiamento in meglio. E spero nei colleghi. Che nella maggior parte dei casi sono buoni. Disponibili. Esemplari in professionalità ed impegno.E nelle famiglie che ci aiutino. Ci seguano. Per il bene dei loro ragazzi.  Con queste considerazioni nel cuore mi imbatto in un post di Facebook che definisce gli insegnanti di scuola (pubblica…)degli incapaci. Per il 90 per cento. Mi indigno. Non è vero. E non lo dico io. Lo dice anche, per esempio, Dacia Maraini che definisce gli insegnanti degli eroi che tengono spesso su con eroismo disinteressato una scuola con tante mancanze. 

 

Per carità, come in tutti i lavori ci sono gli scansafatiche e andrebbero puniti. Ma …in tutti i settori -pubblico e privato_ esiste chi non fa e non lavora. Il raccomandato di turno. Eppure nessuno osa dite che :”il 90 per cento , che so io, dei consulenti è inadeguato”. Verso la categoria dei docenti c’è un livore inspiegato che poi fa male alla scuola. I ragazzi che sentono dire frasi tipo :”hanno tre mesi di ferie l’anno”;Oppure:”Fare il docente è il lavoro ideale per una donna così hai tempo per pulire casa”. O ancora:”la scuola pubblica è una specie di ente assistenziale per impiegati deprofessionalizzati” ed infine :”i docenti  non valgono niente” ….difficilmente riconosceranno nella scuola un ente educativo fondamentale. Nei docenti persone che , con stipendi da fame e un precariato vergognoso, sono lì per formarli ed educarli. Sì sentiranno ben in diritto di considerarli e trattarli da”sfigati’ che non hanno trovato di meglio per portare a casa la pagnotta.Con tutte le conseguenze che potete immaginare a livello di maleducazione, mancanza di rispetto degli altri e delle regole.

La scuola pubblica è la garanzia dell’applicazione dell’articolo 3 della Costituzione. I docenti sono funzionari dello Stato e sono lì per rimuovere le barriere che ostacolino il pieno sviluppo dell’individuo in modo che questi possa esercitare una cittadinanza attiva e responsabile.  La scuola pubblica ed i suoi docenti operano senza distinzione di sesso, razza, religione, condizione economica e sociale. Persino cittadinanza: se un immigrato clandestino viene in Italia e rientra nell’età dell’obbligo scolastico (16 anni) , la scuola pubblica lo accoglie. Lo include. Molti invocano la meritocrazia nella scuola. Quali risultati?Quali prodotti? Ma la scuola non è una fabbrica e tanto meno un’azienda. Non si può giudicare se un insegnante sia competente dai risultati delle classi. E neppure -Dio c’è ne scampi _dai risultati delle prove invalsi. Neppure il numero di assenze o  il possesso di titoli o l’aver pubblicato articoli sono di per sè garanzie di “buona”docenza. Soprattutto i docenti della scuola secondaria di primo grado (le medie) spesso hanno il feed back del proprio lavoro ad anni di distanza. Soprattutto per quel che riguarda i casi più “difficili”.Il che non significa che siano inadeguati. Anzi. Scuola deriva da un verbo greco che significa attendere. Oziare addirittura. Non bisogna proprio produrre alcunché, ma cercare di creare uno “spazio e un tempo di lentezza” in cui il bambino ed il ragazzo poi abbia tempo di svilupparsi. Di diventare sé stesso. Di elaborare e poi esprimere riflessioni e scelte libere. Non bisogna produrre niente. Caspita. E neppure valutare il merito. Einstein per la “scuola tradizionale”era un disadattato. Forse si annoiava. La scuola non è una fabbrica. Ma un luogo di pensiero ed educazione. Io credo fermamente che la nostra professione debba venir maggiormente qualificata:le vie sono una formazione obbligatoria, permanente, libera(per la scelta degli ambiti su cui formarsi) e REALE di stampo universitario ( non una sorta di foraggiamento per enti più o meno accreditati di formazione che ti offrono 4 corsi sempre sugli stessi temi…). La ricostituzione delle compresenze o di momenti  significativi di confronto tra colleghi: perché si impara agendo e vedendo agire. L’innalzamento degli stipendi e l’incoraggiamento ai maschi affinché intraprendono la professione del docente.L’eliminazione del precariato.  Insieme a questo, ci dovrebbe essere, per i docenti, un serio accompagnamento psicologico. Professionisti delle relazioni  e dell’età evolutiva che ci aiutino a districarci tra situazioni umane sempre più difficili e ad analizzare noi stessi:la nostra professione è tra le più esposte a burn out. Abbiamo responsabilità penali dirette relative alla custodia dei minori, all’intervento in caso di necessità di primo soccorso, alla sicurezza sul lavoro, alla tutela della privacy. Una roba assurda se pensiamo alla miseria dello stipendio che percepiamo. 

Spesso paghiamo di tasca nostra il materiale che serve per lavorare:e poi ti tocca sentire gente che parla di esentare dalle tasse per la scuola pubblica quelli che scelgono la scuola privata!!!! Io non sono contraria al privato. Ci manca pure. Spesso è un ausilio fondamentale. Offre servizi importanti. Non di rado “aiuta” lo Stato. Mio padre è stato operato in una struttura privata. E ciò gli ha salvato la vita. Ma abbiamo pagato. E abbiamo pagato , fierissimi di farlo, anche la sanità pubblica contemporaneamente. Perche? Ma perché Scuola e sanità pubblica, insieme alla previdenza sociale, sono settori in cui il pubblico DEVE essere privilegiato:semplicemente perché garantisce un servizio di buona qualità a tutti. Tutti. Da Berlusconi al barbone. Se la tengano la sanità e la scuola in America. Dove non sei ricco non vieni curato. Se ti prendi una malattia cronica, le assicurazioni ti danno il ben servito:ci sono storie drammatiche su questo. Dove se vuoi un’istruzione devi farti un mutuo. Assurdo!!!!!! Saranno scuole ed ospedali ultramoderni. Dotati di ogni confort. Ma sono disumani. Io mi tengo le nostre scuole. Magari un po’ scalcinate. Ma dove la mia alunna S. ,straniera, ha potuto frequentare per 3 anni con libri dati da noi (la famiglia non aveva soldi) e si è licenziata. Con 9. Che commozione. Vale tutte le fatiche. Vale anche gli insulti assurdi verso i docenti che leggo su Facebook. Una scuola e sanità pubblica vogliono dire uno Stato che si sente responsabile dell’educazione e della salute di tutti.  E chi vuol scegliere il privato è liberissimo di farlo.Basta pagare, continuando a pagare anche. Scuole e sanità pubblica. E scegli quello che vuoi. Ci mancherebbe. .E per favore….Per favore. Non mi.parlate di indottrinamento. Non mi parlate di “ideologia del ”68″ che rovina le scuole…del 2017!!!!!. Di ideologie di sinistra che diffondono il buonismo. Di “gender” . Ma basta! Siamo nel 2017 per piacere! Il ’68 è passato da un pezzo. Sinistra e destra non vogliono dire più nulla e tra i docenti c’è di tutto: chi vota Renzi. Chi Berlusconi.Chi Lega. Chi cinque stelle. Chi non vota proprio; la maggior parte dei docenti è nato tra gli anni ’50 e gli anni ’80…EAlke bruute nel ’68 erano appena maggiorenni!!!! E c’è chi mi.parla di ’68?? Che poi accusare un periodo storico o partiti politici morti e sepolti della crisi della scuola di adesso è come dichiarare che non c’è più nulla da fare. Come si può sconfiggere un fantasma? E il gender??? ma di che parliamo? Di nuovo a lottare con i fantasmi? Con le lobbies?  Così intanto mi perdo per strada il mio alunno D. che a scuola non viene??? Non per il “gender nelle scuole”,ma perché pensa che non gli serva a nulla. Collaboriamo con le famiglie piuttosto!!! Chiediamo che i “patti di corresponsabilità'”presenti in tutte le scuole pubbliche, siano rispettati. Diamo fiducia ai ragazzi. Alle famiglie. Ma anche alla scuola. Io amo da morire il mio lavoro.Vorrei che la gente lo trattasse meglio. Non per me. Né per un interesse di categoria. Ma perché siamo in prima fila nella formazione delle future generazioni. Abbiamo un compito fondamentale. Gravoso. Difficilissimo e che non ha garanzie di successo perché c’è di mezzo la libertà. Gesù è stato maestro e lo hanno lasciato tutti!!!Docente inadeguato? Didattica inadeguata?o forse la responsabilità e la libertà, grazia a Dio, è pure di chi impara????. Siamo qui per far sì che i giovani custodiscono la  nostra democrazia e perché il dettato costituzionale sia il riferimento fondante per tutti i cittadini. Per tutti quelli che sono in Italia. Che siano ricchi o poveri. Cattolici o atei o musulmani

 Poveri o ricchi. “Normali”o diversamente abili. Di sinistra, di destra. Di  centro. Apartitici, apolitici. Tutti. Dateci fiducia. Apprezzateci. Come noi ci fidiamo e apprezziamo le tante famiglie che con sforzo e fatica seguono i loro figli e ci aiutano. Dateci una mano, senza sparare assurde statistiche. Senza guerre di pollaio. Voliamo alto. I nostri figli. I vostri figli lo meritano. Per Settembre….spero in una scuola sempre migliore. E visto che scrivo da tempo su questo blog chiedo preghiere a tutti voi affinché io sia capace di dare il meglio. Chiedo poi a Vittoria Patti, dal Cielo, un aiuto. Lei per me è il modello di insegnante ideale.