Blog / Oggi nel Vangelo | 21 Dicembre 2016

Giovedì 22 Dicembre – Amore che si incarna

«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
Ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. Luca 1,46-56.

Anche nel Magnificat, Maria tiene a tessere le lodi di un Dio che trova onnipotenza nel suo farsi umano: un Dio che non è pensiero ma Persona: sguardo che si è posato su di lei, Persona che ha nella Santità il suo nome, braccio che disperde e rovescia i potenti, mentre innalza e ricolma di beni i poveri. Padre buono che soccorre, promette, mantiene. E che quindi ha una sola vera identità, nella memoria, nel presente  e nel futuro: Amore che si incarna.

gesu