Blog | 04 Novembre 2016

Il diario di Paci – Paci diario

Sono stata in una libreria.
Tanti libri.
Tante autobiografie.
Tante storie.
Tanti diari.
Tante pagine di vita, di vite.
Vere o inventate.
Ma vita, vite.
Ho pensato a tutte le pagine che ho scritto in questi anni.
Ho pensato ai miei quaderni, diari, agende, fogli e fogli, di vita.
Scritti ovunque.
E poi messi via.
In ordinate file.
In disordinati cassetti.
Ho visto questi scaffali e di come le persone prendevano il libro in mano.
Ho pensato: se qualcuno prendesse il mio diario.
E facesse come fanno queste persone.
Aprirlo a caso.
La pagina al centro letta così, all’improvviso.
È il mio diario.
Non puoi leggere la pagina al centro, a caso, per poi decidere di comprarlo o no.
Non puoi comprarlo.
Non voglio che leggi la pagina al centro, a caso.
È il mio diario.
Sono i miei giorni.
Quella pagina è un giorno.
E l’ho scritta perché l’ho vissuta.
Ed è scritta così perché ci sono tutte quelle pagine prima, tutti quei giorni prima.
Non guardare il prezzo.
È il mio diario.
Non è un’opera d’arte.
Non vale nulla.
È la mia vita.
Vale tutto.
Se lo rimetti a posto.
Rimettilo dritto.
È come vivo.
È vivo.
Ha un suo ordine, un suo verso.
Una sua dignità.
Allora ho smesso di guardare i libri.
Ho smesso di leggere pagine a caso.
E ho capito perché mi era venuta questa rabbia, questa fantasia, questa paura.
È tempo di smettere di collezionare pagine.
Scriverò per me.
E poi via.
E poi basta.
Scriverò per te.
E poi via.
E poi basta.
Ti ho dato la mia vita e ho preso la tua.
Non c’è altro da dire.
E non voglio più fare sapere.
Nessuno può sfogliarmi a metà vita, una pagina in mezzo, a caso.
Sono piena.
Mi basta il mio sguardo.
Mi basta il tuo.
Comincio a strappare.
Sono felice.
Lo sono sempre stata.
Ma ora lo racconto solo a te.

Paci è il personaggio di un romanzo. È sposata con René, un uomo che la trascura. Ha un amante, una bimba che si chiama Marta e un’amica che si chiama Stella. Da vent’anni vive a Roma e si mantiene facendo pulizie