Blog / Oggi nel Vangelo | 02 Novembre 2016

Giovedì 3 Novembre – La generosità e fecondità di Dio

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». Allora egli disse loro questa parabola: «Chi di voi se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va dietro a quella perduta, finché non la ritrova? Ritrovatala, se la mette in spalla tutto contento, va a casa, chiama gli amici e i vicini dicendo: Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora che era perduta. Così, vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione. O quale donna, se ha dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca attentamente finché non la ritrova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta. Così, vi dico, c’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Luca 15,1-10.

In questa vangelo c’è descritto tutto Dio: nella sua paternità sollecita di pastore; nella sua maternità di donna attenta alla custodia. C’è l’umiltà di Dio che non sta fermo “nell’alto dei Cieli”, ma si mette in cammino per cercare la pecora perduta e, quando l’ha trovata, non contento, se la carica in spalle. C’è la generosità e fecondità di Dio che non vuole godere da solo della gioia di aver ritrovato un figlio, ma vuole farne partecipi tutti.

gesu

Tratto da Progetto Gionata