Blog / Oggi nel Vangelo | 22 Agosto 2016

Martedì 23 Agosto – Una vita buona è una vita che “si sporca”

In quel tempo, Gesù parlo dicendo: “Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto mentre all’interno sono pieni di rapina e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi netto!” Matteo 23,23-26. 

Gesù raramente lancia anatemi: lo fa qui e solo verso coloro che, nascondendosi dietro le prescrizioni, bestemmiano Dio e la sua natura: se Dio è amore, non può essere ridotto ad una serie di regolette da seguire, ad una serie di precetti. Le prescrizioni più gravi della Legge sono quelle che ci invitano ad amare Dio e il prossimo e di fare della nostra vita qualcosa di autentico: non che appaia buona, ma che lo sia. E non di rado una vita buona è una vita che “si sporca”, che si fa “ospedale da campo”, che si immischia nelle vite degli altri e non ha timore a toccarne le ferite, i dolori e le piaghe, proprio come faceva Gesù.

Gesù

Tratto da Progetto Gionata