Blog / Oggi nel Vangelo | 08 Novembre 2015

Lunedì 9 novembre – Un Dio fatto uomo che si fa spogliare

Si avvicinava intanto la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe, e i cambiavalute seduti al banco. Fatta allora una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiavalute e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato». I discepoli si ricordarono che sta scritto: Lo zelo per la tua casa mi divora. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Giovanni 2,13-22.

L’amore si paga solo con la propria vita donata. Non si merita la salvezza. Nessuno la merita. La si riceve. Gratuitamente. Con uno sguardo d’amore infinito che passa dal corpo ferito di un Dio fatto uomo che si abbassa, si umilia, si fa spogliare. Per non avere nulla e per dare tutto.

Gesù

Tratto da Progetto Gionata

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