
18 ottobre – Rivestiti di Cristo
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”». Lc 10, 1-9
Il Padre ha inviato Gesù non da solo ma in una famiglia, con Maria e Giuseppe. E Gesù non ha voluto essere un Messia solitario ma si è creato una famiglia: quella dei discepoli e delle donne che lo seguivano. E degli amici: Marta, Maria e Lazzaro che lo amavano. E così Gesù manda davanti a sé i suoi discepoli: a due a due. E come lui è venuto povero, così invia coloro che vogliono seguirlo: perché vadano nel mondo rivestiti di Cristo abbracciando una povertà che è materiale, ma soprattutto povertà di spirito, umiltà interiore, trasparenza che lasci passare il messaggio d’amore del Padre. La stessa trasparenza e purezza di Maria, sua Madre.
