
26 settembre – La fede ha bisogno di un pronome personale
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno». Lc 9, 18-22
“Ma voi chi dite che io sia?” La scelta di seguire Cristo non è decisione che si può fare stando tra la folla senza prendersi responsabilità. La fede ha bisogno di un pronome personale. Di una chiamata personale. Unica. Che valorizza il carattere, la storia, il cammino di ciascuno.
