Articoli / Blog | 06 Marzo 2026

Blog – Il conflitto non si risolve con la guerra

Uno dei tanti errori che accompagna l’orrore che stiamo vivendo è quello di confondere il termine “conflitto” con quello di “guerra”. Spesso sento dire “il conflitto in Iran” quando in realtà si vuole intendere “la guerra in Iran”. Una delle differenze tra civiltà e barbarie è proprio aver compreso che le due espressioni sono tutt’altro che sinonime. Se uscendo di casa la mattina trovo l’auto del mio vicino parcheggiata in modo da impedirmi di prendere la mia, non sono legittimato a bucargli una gomma, o peggio ancora a bruciare la vettura con il napalm o a compiere un omicidio. E questo è vero anche se quel signore infrange ripetutamente le regole di come si parcheggia nel nostro condominio. Se mi trovo in una società civile, dopo aver verificato la possibilità di risolvere la questione attraverso delle semplici parole educate che contengono magari delle scuse, avrò la possibilità di avvisare i vigili urbani che provvederanno a rimuovere l’ostacolo e a sanzionare il trasgressore.

Ho fatto l’esempio di un conflitto dal contenuto solo negativo ma molto frequentemente quello che noi chiamiamo “conflitto” è solo il modo in cui in una relazione si fa presente la diversità di opinione: una divergenza che in sé non ha nulla di negativo anzi, in quanto distante dalla norma e quindi apportatrice di un punto di vista diverso, spesso è arricchente. I conflitti sono pane quotidiano e, se presi per il verso giusto, dicono anche – in positivo – la qualità di una relazione. Il conflitto è meglio dell’indifferenza. Se tra persone che si vogliono bene, tra amici, tra persone che lavorano insieme non ci sono mai conflitti probabilmente si sta andando verso lo scioglimento, anche se silenzioso, della relazione.

Forse anche a motivo del modo di comportarsi di alcuni protagonisti, si stanno diffondendo sempre di più degli atteggiamenti violenti: simili a quando nei western di un tempo, l’unico modo di decidere chi poteva abbeverare il proprio cavallo alla fontana era prendersi a revolverate. Esagero? basta paragonare una trasmissione di Tribuna Politica del passato a uno qualsiasi dei dibattiti che intasano da anni le nostre serate televisive. Era una televisione in bianco e nero e forse c’era troppo grigio ma si pensava e si rifletteva, i conflitti venivano composti e si trovavano delle soluzioni. Era il modo di pensare che stava alla base del boom economico

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