Articoli / Blog | 13 Novembre 2025

Blog – Il Regno di Dio e i regni degli uomini: la fede che divide e quella che unisce

Nel Prefazio Comune VII della liturgia cattolica, intitolato Cristo ospite e pellegrino in mezzo a noi, la Chiesa propone un’immagine del Regno di Dio radicalmente diversa da quella che oggi domina le cronache di guerra. Il testo liturgico parla di un Dio che entra nella storia “come ospite e pellegrino”, che libera e non conquista, che unisce “tutte le nazioni in un solo popolo nuovo”, fondato sulla libertà e sull’amore. È una visione di fede che genera comunione e che riconosce Dio nella fragilità dell’incontro.

Ma mentre la liturgia celebra questa speranza, la realtà ci mostra un’altra faccia della religione. A Gaza, il conflitto tra Israele e Hamas è intriso di riferimenti religiosi che diventano giustificazione di violenza e rivendicazione di identità. In Ucraina, la guerra ha una dimensione spirituale meno evidente ma altrettanto profonda: il patriarcato di Mosca e quello di Kiev si contendono la benedizione della storia, mentre i fedeli si trovano a pregare sotto bandiere opposte. In entrambi i casi, la fede è invocata come strumento di appartenenza e di potere, non come linguaggio universale di fraternità. È qui che il messaggio del Prefazio appare controcorrente. Dio, dice la preghiera, è pellegrino, non conquistatore; è ospite, non padrone. Il suo Regno non si fonda su confini o ideologie, ma sulla libertà dei figli e sul “precetto dell’amore” come legge suprema. Il contrasto è netto: dove il testo liturgico parla di un’unica umanità redenta, la cronaca racconta popoli che si combattono in nome dello stesso Dio. Mentre la preghiera afferma che “hai mandato il tuo Figlio per redimerci dal peccato e dalla morte”, i fedeli di diverse fedi, e talvolta della stessa fede, si condannano reciprocamente, convinti di difendere una verità divina.

Il Prefazio Comune VII ci obbliga allora a una domanda scomoda: di quale Dio siamo testimoni quando la fede diventa un’arma? La liturgia risponde con l’immagine più umile e disarmante che esista: un Dio che cammina, che si fa ospite, che non impone ma invita. In un tempo in cui le religioni rischiano di diventare bandiere di guerra, la Chiesa ricorda che il vero Regno di Dio non si conquista: si accoglie. E forse, proprio là dove le bombe distruggono e le identità si irrigidiscono, quel Dio pellegrino continua a passare, silenzioso, aspettando ancora di essere riconosciuto.

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