Articoli / Blog | 27 Marzo 2021

Blog – Perché la Domenica delle Palme ci scambiamo rametti d’ulivo?

La Domenica delle Palme è la solennità che segna il confine tra la Quaresima (che termina il sabato) e la Settimana Santa, di cui, appunto, è il primo giorno.
Come l’anno scorso, anche quest’anno si celebrerà in tempo di Covid. I riti però, a differenza del 2020 che furono senza popolo, potranno avvenire in presenza dei fedeli. Ma si dovranno rispettare i decreti governativi: quindi distanze, mascherine, igiene delle mani, cura nel privilegiare le chiese più vicine a casa, e, soprattutto, niente processioni “delle palme”.
A questo proposito vorrei rispondere a una domanda che molti mi pongono: perché la domenica delle Palme benediciamo degli ulivi e non delle palme?
La risposta è semplice. In primo luogo non è tassativo che la benedizione riguardi gli ulivi, basta vedere le molte foto dove Papa Francesco è ritratto con dei vistosi rami di palma. In secondo luogo, è vera, in questo caso, la risposta più semplice: e cioè che fino alla civiltà della globalizzazione non era così facile avere alle nostre latitudini dei rami di palma mentre invece l’ulivo, albero mediterraneo, abbonda nelle nostre zone. Il simbolo dell’ulivo poi, è profondamente biblico: tutti ricordiamo il racconto della Genesi dove la colomba torna a Noé con in bocca un rametto d’ulivo (Gn 8,11).
Va’ detto, infine, che nel racconto dai vangeli inerenti l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, è probabile che venissero agitate non solo rami di palme ma anche di altre piante. In effetti, mentre Giovanni esplicita chiaramente la presenza della palma (“il giorno seguente, la gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui – Gv 12,12-15) e Luca sorvola sulla questione, Marco (che è il vangelo più antico) parla di fronde (Mc 11,8) e Matteo di rami di alberi (Mt 21,8).
La Domenica delle Palme cristiana, infatti, avvenne durante la celebrazione della festività ebraica di Sukkot, la cosiddetta “festa delle Capanne”, durante la quale i fedeli sventolavano il Lulav, un piccolo mazzetto composto dai rami di tre alberi: la palma, simbolo della fede, il mirto, simbolo della preghiera, e il salice, la cui forma delle foglie rimandava alla bocca chiusa dei fedeli in silenzio di fronte a Dio. La presenza del ramo di palma quindi non era esclusiva. Se si aggiunge che la strada percorsa da Gesù, che proveniva da Betania, con tutta probabilità fiancheggiava l’orto degli ulivi, ecco che la presenza di rametti di ulivo, oltre a rami di palma, diventa assolutamente verosimile