Articoli / Blog | 15 Settembre 2020

Agi – L’uccisione di Willy Monteiro Duarte non c’entra con il degrado urbano

Spesso sono affascinato – e condivido – le tesi di Roberto Saviano, ma non sottoscrivo quanto ha scritto a proposito di Willy Duarte nel suo post di Instagram (poi ripreso da Repubblica). Stabilisce un parallelismo tra i suoi ricordi d’infanzia e il tessuto sociale di Colleferro, ma sbaglia.

“Sono cresciuto in una provincia violenta, dove ogni sabato sera c’era una rissa – afferma lo scrittore – dove non c’era molto da fare oltre a bere e fumare, e dove se pensavi al futuro cedevi alla depressione. C’era il cinema, la libreria, il negozio di dischi… ma tutto il resto mancava. E tutto il resto ancora manca.”

Ma questo non è il caso di Colleferro dove, oltretutto, il fatto è avvenuto ma da dove non provengono gli incriminati. Colleferro è una normale operosa cittadina, non una periferia degradata. Non dimentichiamo poi che in Italia crescono i femminicidi o le violenze per omofobia, come quello di Maria Paola Gaglione a Caivano, ma gli omicidi sono calati in 20 anni da 1.400 a 350 all’anno: e questa è una bellissima notizia che occorre ripetere.

Il caso di Colleferro non deve spingerci alla facile sociologia ma deve aprirci semplicemente a guardare la carica di rabbia che tutti abbiamo dentro e che, se non ci stiamo attenti, se non coltiviamo la dimensione spirituale della nostra vita, può esplodere in qualsiasi momento.

Quando parlo di “dimensione spirituale” naturalmente non mi riferisco necessariamente a quella cristiana. In Italia ci sono molte religioni e molti nostri concittadini trovano alimento spirituale in tradizione religiose diverse da quella cattolica: ma nessuna di esse ho sentito nominare nelle ore di trasmissioni e nei fiumi di inchiostro che sono stati dedicati al caso di Willy. Nessuno dei ragazzi incriminati pregava.

Nessuno dei molteplici percorsi religiosi che oggi trovano casa in Italia sono state mai evocati nei giorni scorsi. Eppure Caino uccise Abele non perché vivesse in una periferia degradata, visto che abitava nel posto migliore del mondo, ma perché l’odio vinse in lui. E l’odio prese il sopravvento nel momento in cui Caino si allontanò da Dio. O dalla legge mistica, o dalla dimensione trascendente e spirituale della vita: chiamatela come volete, ma chiamatela. È quest’assenza che ha ucciso Willy, ricordiamocelo. Perché la religione, se non cade nella patologia del fondamentalismo religioso, permette all’uomo di migliorare e di tenere a bada ciò che di peggio esiste in lui: il mistero del male. Che può essere equilibrato solo dal mistero della libertà, se adeguatamente sorretto dalla dimensione morale e spirituale che ciascuno di noi deve coltivare dentro se stesso.

Tratto da AGI