Articoli / Blog | 06 Agosto 2020

FarodiRoma – Temptation Island e le sue seduzioni non possono vincere il vero amore

I motivi per cui l’estate è la stagione di Temptation Island, il celebre programma televisivo in cui donne e uomini vengono tentati perché tradiscano il loro amore, sono sotto gli occhi di tutti, e non c’è bisogno di ripeterli.
Per questo forse può valer la pena considerare che tradire chi si ama è in primo luogo tradire proprio sé stessi. Papa Benedetto XVI ebbe a dire che “la fedeltà nel tempo è il nome dell’amore” (Fatima, 12 maggio 2010) e questo splendido aforisma è bello soprattutto perché è vero.
La fedeltà è un cammino, è un «sì» dato una volta a qualcuno che però cambia, perché cambiano l’io, l’altro e le circostanze, anche se la radice rimane la stessa. La fedeltà a qualcuno che si è deciso di sposare è “il nome dell’amore” perché essere fedele a chi si è sposato vuol dire “ri-sposarlo” e, soprattutto, ri-sposare se stessi cioè essere fedeli a quel sì che io ho detto.
A me sembra importante la sottolineatura appena fatta perché spesso questa verità è la più oscura a chi si sposa.
Quando ci sposiamo noi diciamo un “sì” cui abbiamo aggiunto “nella buona e nella cattiva sorte” ma, fino a quando non giungiamo al momento della crisi, noi pensiamo che la cattiva sorte sia solo quella della disgrazia, della malattia, del rovescio economico, e invece la cattiva sorte può anche essere la peggiore in assoluto, ovvero che il mio partner smetta di amarmi.
È proprio in circostanze come quelle che ho appena detto quando si è più esposti all’innamoramento verso un’altra persona. Allora, la prima cosa da fare quando arriva un innamoramento è essere molto onesti con sé stessi e comprendere che l’innamoramento può essere ri-indirizzato, addirittura «usato» per confermarsi nella scelta d’amore a cui si vuole rimanere fedeli.
Innamorarsi non è né bene né male, succede: invece non succede di amare. Amare si sceglie. E nel momento stesso in cui sono fedele perché scelgo di esserlo, nonostante questa fedeltà non venga supportata dalle emozioni o dalle passioni, allora, proprio in quel momento, io sto già amando.
Le cose poi andranno come andranno, di certo non basta una semplice considerazione come la mia per risolvere una crisi coniugale, ma avere chiaro che amare è scegliere e non semplicemente “innamorarsi”, può essere importante. Amare è scegliere innanzitutto non la parte migliore dell’altro, che forse non c’è più o non c’è mai stata, ma è scegliere la parte migliore di noi stessi. Una scoperta così può non essere sufficiente per salvare un matrimonio ma certamente è liberante e consente di indirizzare le proprie azioni in maniera costruttiva.

Tratto da FaroDiRoma