Articoli / Blog | 14 Luglio 2020

FarodiRoma – È un pezzo della nostra vita, Renato Pozzetto che compie 80 anni

Oggi Renato Pozzetto festeggia 80 anni, e vorrei fargli i miei auguri a questo protagonista della mia infanzia che torna a farsi vivo nel mio ricordo.
Il mio Renato è quello di Cochi & Renato, ovvero quello della televisione a cavallo degli anni ’60 e ’70.

“Di fronte, tutta una roba piena d’acqua. Ma non fissa, come al palazzo del ghiaccio: essa è tutta semovibile” (Tratto dalo sketch “A me mi piace il mare”). Si parla dell’acqua del mare ed era una delle battute che più ci ripetevamo in classe soprattutto nei momenti della giornata in cui più forti emergevano le consonanze tra la nostra vita e la loro. Io ero al liceo pubblico statale di Como, non al seminario, e certe battute erano consentite.

Eravamo, tutti, ragazzi semplici, “di campagna”. Giovani che cercavano di prendere confidenza con l’uscire dalla città di provincia e di assecondare la vita che ci spingeva ad andare “lontano”: in quel caso a Genova, anzi più precisamente, ad “Arma di Taggia”, località balneare ligure protagonista della scenetta di cui parlo.

Renato Pozzatto ci chiedeva di confrontarci con il parlare forbito di compagni di ventura che erano quelli impersonati da Cochi: più colti, più ricchi. Che non ci ascoltavano, anzi che ci interrompevano. Ma che, alla fine, erano obbligati a darci ragione.
Dietro ogni risata infatti c’è una tragedia. Come negarlo se pensiamo ad Olio che inghiotte un pugno di chiodi perché Stanlio l’ha urtato per sbaglio?

Guardando Cochi & Renato ridevamo per la scampata tragedia che era toccata a loro e non a noi. E intanto, la sera dopo Carosello, riflettavamo su noi stessi.
La contrapposizione dei sentimenti infatti era chiara, tagliente, e, collideva in Cochi e Renato facendoli scontrare, obbligandoci così a riflettere e a costruire la nostra identità personale, di singoli.

Cochi & Renato ci spingevano a rimettere ordine, a comprendere le ragioni del nostro disagio di fronte alla solenne attrattiva della vita nuova che si schiudeva dinnanzi a noi e che alo stesso tempo, per gli stessi motivi per cui ci attirava, ci metteva paura. Allora non lo capivamo ma adesso sì. E per questo lo ringrazio e gli faccio gli auguri.

FarodiRoma