Articoli / Blog | 27 Giugno 2020

ORA – Se si mette in gioco la vita

Nove morti nei 40 giorni post lockdown. Le strade italiane, e in particolare quelle di Roma cui si riferiscono questi numeri, sono tornate ad essere dei cimiteri. Le cause, purtroppo, sono quelle di sempre. Cellulari mentre si guida, velocità eccessiva e uso di sostanze stupefacenti. Nascono delle domande, visto che non è possibile accettare che l’unico vigile urbano capace di non farci morire per strada sia il Covid19 quando ci fa stare chiusi in casa. Da aggiungere c’è che, soprattutto nella Capitale il problema della manutenzione delle strade con l’emergere di radici che rende alcune strade impercorribili, è urgente: però la questione va guardata più a fondo. Perché tanti giovani “si divertono” ad attraversare la strada di notte col rosso tra le auto che sfrecciano nel bel mezzo di una delle vie più trafficate di Roma? Perché mettono in gioco la vita solo perché vogliono filmare questa bravata per poi rilanciarla sui social? Le statistiche poi dicono chiaramente che la prima causa di morte tra i giovani, è l’alcol alla guida. Pare che i ragazzi italiani abbiano il triste primato condiviso con la Grecia della precocità (11 anni) nel bere alcol. Si bevono 6 o più bicchieri di bevande alcoliche, al fine di ubriacarsi in modo intenzionale e poi ci si mette alla guida. Peccato che quello che inizia non è un video gioco ma una vera rischiosissima scommessa che ha in palio la propria sopravvivenza. Forse sono vuoti esistenziali che ci sono sempre stati ma il fatto è che, per fortuna o per sfortuna, oggi emergono. E interpellano fortemente gli adulti obbligandoli a dare delle risposte forse, in primo luogo, a sé stessi e alla loro vita da genitori. Infatti, il giovane che trova nei grandi vite credibili non ha motivo di buttarsi vita. L’allarme che ci sta arrivando questi giorni dalle strade è brutale ma chiarissimo.