Articoli / Blog | 16 Giugno 2020

Ora / Tra Cielo e Terra – Il razzismo degli altri

Kareem Abdul-Jabbar non è stato solamente uno dei più grandi campioni di pallacanestro della storia: è anche uno degli intellettuali più ascoltati negli USA soprattutto quando si parla di razzismo. A seguito della morte di George Floyd ha detto una frase che rimarrà nella storia: “Il razzismo in America è come la polvere nell’aria. Sembra invisibile — anche quando ti sta soffocando — fino a quando non lasci che entri il sole. È solo in quel momento che realizzi che è dappertutto. Fintanto che continuiamo a far splendere quella luce, avremo la possibilità di pulire ovunque si posi. Ma dobbiamo rimanere vigili, perché è ancora nell’aria”.
Negli USA però il razzismo è esploso perché, come ha ripetuto Jabbar nella medesima intervista, in America i bianchi hanno un tasso di mortalità significativamente più basso degli afro-americani e, quando ci sono le crisi, questi ultimi sono i primi a perdere i posti di lavoro o la casa.
Quando ci lamentiamo del nostro Paese, forse non dovremmo dimenticare che tutto questo da noi non esiste. Abbiamo resistito tre mesi senza battere ciglio. Andavamo ai balconi a cantare e poi borbottavamo perché la pizza fatta in casa non era come quella della pizzeria. Il massimo della protesta italica è stata qualche esternazione sgangherata dei politici. Abbiamo avuto tantissimi morti, siamo in una profonda crisi economica, ma il nostro tessuto sociale ha tenuto. Riflettiamo su quanto stiamo bene nel nostro Paese. Da noi quando una persona è malata può andare all’ospedale senza che nessuno guardi quanto guadagna, se è o no cittadino italiano o qual è il colore della sua pelle. All’inizio dell’emergenza, Mattarella disse che abbiamo uno dei sistemi sanitari migliori del mondo, ed aveva ragione. Ricordiamocelo quando dobbiamo pagare le tasse.