
Blog – Coronavirus, non cantare vittoria: ce lo ricordano il Papa e Trapattoni
Alla fine dell’Angelus di ieri Papa Francesco ha giustamente ricordato a tutti di essere prudenti e, per farlo ha ripetuto parole conosciute. «La vostra piccola presenza in piazza è segno che in Italia la fase acuta dell’epidemia è superata – ha detto – ma state attenti, non cantare vittoria prima, non cantare troppo presto vittoria. Anche rimane la necessità di seguire con cura le norme vigenti, perché sono norme che ci aiutano a evitare che il virus vada avanti. Grazie a Dio stiamo uscendo dal centro più forte, ma sempre con le prescrizioni che ci danno le autorità».
Non cantare presto vittoria è un proverbio che ha molte versioni. La più divertente è quella che storpiò Giovanni Trapattoni quando disse “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
“Non dire gatto” divenne il titolo della sua autobiografia. Una frase entrata nell’immaginario collettivo con potenza inattesa. Quella volta la disse tradotta in inglese perché non voleva che la sua Irlanda si rilassasse dopo lo 0-4 dell’andata in Estonia: era a un passo dal qualificarsi a Euro 2012, non lo era ancora matematicamente ma – forse anche grazie a quella strigliata – ci riuscì. “No say the cat is in the sack when you have not the cat in the sack”. Il proverbio originale spazzato via dal ciclone Trapattoni diceva “non dire quattro se non ce l’hai nel sacco” pare che si riferisse a un cacciatore di tordi che contava gli uccelli che aveva catturato: uno,due, tre … ma disse quattro prima di aver chiuso bene il sacco e così scapparono tutti.
Ho voluto ricordare queste cose divertenti per alleggerire un po’ la serietà della situazione che, giustamente ci ricorda il Papa.
Ce l’abbiamo quasi fatta ma non ce l’abbiamo ancora fatta del tutto. Ascoltiamo il Papa e … Trapattoni.
