Blog / Luigi Russo | 07 Aprile 2020

Le Lettere di Luigi – Monologo interiore di un rinnegatore di oggi

Luigi ha già condiviso con il blog altre due lettere, ben tornato!

Non riesco a fermarmi.
I tuoi occhi su di me hanno rotto gli argini delle lacrime.
Singhiozzo. Ho il petto che sobbalza. Mi guardano tutti qua.
Non riesco a togliermeli dalla mente quegli occhi. Né quelle parole: mi rinnegherai.
Non avevo capito.
Era molto più chiaro il “mi tradirai”. E io, lo dico anche adesso, non lo avrei mai fatto, non lo faccio.
Ma, preso da quest’unico pensiero di non tradirti, non ho compreso il peso delle mie risposte alle donne che, vicino al fuoco, mi chiedevano se fossi dei tuoi: “non so che cosa dici”, “non conosco l’uomo” (Mt, 26, 70; 72; 74)
Il tuo sguardo mi ha fatto sentire tutto il peso di quelle parole.
Ti ho rinnegato.
Ho negato la mia relazione con Te. Ho negato la nostra storia. Ho negato i mille momenti in cui siamo stati insieme: il tuo primo sguardo lì al mare, il tuo pronunciare il mio nome. Ho negato le emozioni bellissime provate insieme a Te sul monte, sulla barca. Ho negato tutti i momenti in cui, in una relazione così intima, mi hai rimproverato, ti ho importunato, ti ho provocato.
Non conosco tutto questo, ho detto. Non lo ri-conosco. Non ri-conosco una cena condivisa poche ore fa in cui le emozioni mi dicevano tutt’altro: ti riconoscevo Signore, ti riconoscevo capace di un amore che mi ha scandalizzato, infervorato, fatto paura. Sentivo te e i miei compagni come una famiglia. “Non lo conosco”.
Come ti sarai sentito? Ah, immagino. I tuoi occhi parlavano. Ecco perché il mio petto è esploso. Giuda ti ha tradito. Ha cambiato strada. Ha stretto alleanze con altri. Tra l’altro, mi dicono anche sia tornato per restituire il frutto di quel consegnarti.
Ma non ti ha rinnegato. Ha raccontato la sua relazione con Te, l’ha confermata, per poi separarsene, per poi distanziarsene.
Io invece.
No, non ho cambiato strada, né intendo farlo, soprattutto con la consapevolezza di oggi.
Giuda ha tradito. E penso ai miei fratelli e alle mie sorelle traditi e alla sofferenza. Hanno perso un compagno, un amico, un fratello. Debbono fare i conti con la sua assenza d’ora in poi.
Io ho rinnegato.
E penso a Te, ai miei fratelli e alle mie sorelle che devono fare i conti con un me che ha preteso di dis-conoscere il tempo insieme. Come se non fosse mai accaduto. Come se mai fossimo stati. Come se mai ci avesse legati quell’amore che Tu ci hai fatto conoscere.
Piango. Mi sussulta il cuore e il corpo.
C’è un termine che posso usare come guida per i miei giorni futuri? Se Ti ho rinnegato ho bisogno di ri-confessare, ri-dire, ri-affermare che sì, Ti conosco, sono dei tuoi, abbiamo mangiato insieme, bevuto insieme. Ti ho ascoltato, mi hai ascoltato. Mi hai rassicurato, amato, rimproverato, custodito. Ti ho seguito, provocato. Abbiamo incontrato uomini e donne, mi hai insegnato come amarli.
La paura di perdermi è stata più forte di quella di perderti.
Riguardami, voltati.
Ho capito.
Quel gallo me lo ha gridato.
Richiamo quelle donne, quelli che erano vicino al fuoco.
Confermo.
Sono dei suoi.
L’ho amato.
E insieme ai mei fratelli e alle mie sorelle andrò in giro a raccontare e a ri-confessare la nostra storia insieme.

Luigi Russo è psicologo, psicoterapeuta, dottore di ricerca in scienze dell’educazione. Svolge la sua attività clinica e di ricerca presso L’Istituto Scientifico E. Medea di Brindisi che si occupa di psicopatologia e neuropatologia dell’età evolutiva. È responsabile del Centro Educativo Ambarabà di Lecce che si prende cura di ragazzi e ragazze in situazioni esistenziali difficili in collaborazione con i Servizi Sociali e il Tribunale per i Minorenni