Articoli / Blog | 06 Aprile 2020

Ora / Tra Cielo e Terra – Tutti ai domiciliari

Rimanere in casa in tempi di Coronavirus, è doveroso, però non diteci che è bello. Quando l’anno prossimo guarderemo a questo periodo dell’Italia diremo che sono stati settimane da baby boom o che ci sarà stato il boom dei divorzi? Chiediamocelo, perché la questione è terribilmente seria. I cappellani delle carceri sanno perfettamente quanto enorme sia la semplice pena della riduzione della libertà. Stare chiusi in pochi metri quadrati con delle persone facendo i conti con i loro modi di vivere diversissimi dai nostri è per la creatura umana, non nascondiamocelo, una tortura. Non è solo una fatica: ho usato il termine tortura e non me lo rimangio. Da qui al 3 aprile – e speriamo che questa quarantena sia sufficiente – saremo tutti in carcere o, per lo meno, agli arresti domiciliari. Con i figli che vorrebbero uscire e non possono, con i padri e la madri che vedono il lavoro come un’isola felice di relazioni più semplici e serene rispetto a quelle casalinghe. E non perché in ufficio abbiano l’amante ma perché i colleghi sono parte essenziale della nostra “dieta relazionale felice”. È importante non truccare la vita dipingendo il periodo che ci aspetta come se fossero “una lunga vacanza”. Se cadessimo in quest’errore il contraccolpo emotivo sarebbe terribile. Parliamo con chi può aiutarci del problema che avremo. Ci aspetta un periodo difficilissimo. Studiamo dei rimedi. Una delle poche cose che ci è consentita è telefonare. Facciamolo non solo con gli amici ma anche con psicologi ed educatori. Impostiamo insieme come affrontare un regime di vita che non abbiamo scelto: rendiamoci conto che se non abbiamo scelto di vivere come vivremo, significa che siamo fatti per una vita diversa da quella che faremo. Vogliamo farci aiutare?

Tratto da ORA