Articoli / Blog | 13 Febbraio 2020

Ora / Tra Cielo e Terra – A ciascuno la sua missione

Papa Francesco torna sulla necessità di mettere a nudo le nostre fragilità per ottenere la conversione del cuore, senza andare davanti a Dio con solo qualche preghiera rabberciata e formale. Crearsi un’identità che sia come uno scafandro, che ci consenta di presentarci con abiti “adeguati” alla società è un problena che tutti viviamo. È, fino a un certo punto, anche un necessità visto che dentro di noi esistono delle zone di solitudine dove nessuno può entrare ma proprio quello, ciò che siamo quando siamo davvero noi stessi, siamo chiamati a mostrare a Dio. Esistono istituzioni che a forza di darsi regole per funzionare meglio, per esercitare la prudenza, finiscono col tutelare interessi che soffocano la loro missione. Penso alla scuola che non dà e non insegna e diventa solo un’utenza come le altre. Penso al matrimonio, che a volte è veramente una galera. Penso al sacerdozio, che perde il suo senso se diventa solo carriera, gerarchia, liturgia. Chi ama vuole guardare ed essere guardato con le proprie povertà da affidare, con le proprie doti da offrire, senza paura di giudicare e di essere giudicati. E spesso è proprio con le persone più vicine quando si sente più forte il dolore di doversi nascondere. Il senso della conversione che il Papa ci spinge a vivere, è di scoprire la bellezza di essere meno perfetti ma più veri. Sarebbe, per molte istituzioni, l’occasione di tornare al senso originario, di ridare alle regole il loro vero valore. Nella società dell’immagine è difficile ma per questo c’è più che mai bisogno di punti fermi definiti a cui aggrapparsi per essere sé stessi. Il Papa ci dice di aver coraggio e di essere noi stessi. Di far coincidere cuore e volto. Non è facile ma è l’unico modo perché l’esistenza sia vita vera e non una triste messinscena. 

Tratto da Ora