Andrea Mardegan / Blog | 22 Ottobre 2019

La Provincia – Giuseppe e Maria. I due nomi che parlano d’amore

Pubblichiamo la pregevole recensione di Gian Paolo Serino dell’ultimo libro di don Andrea Mardegan Giuseppe e Maria: la nostra storia d’amore, pubblicata sull’inserto letterario del quotidiano di Como “La Provincia”

Lontano dai Vangeli apocrifi una storia sacra capace di far rivivere sotto forma di romanzo una storia d’amore: “Giuseppe e Maria”, primo romanzo di Andrea Mardegan (edizioni Paoline), ci racconta a “cuore svelato” questo rapporto, che in tanti hanno cercato di romanzare, tenendo ben a mente l’insegnamento di Papa Francesco: «La tenerezza è una manifestazione di questo amore che si libera dal desiderio egoistico di possesso egoistico. Ci porta a vibrare davanti a una persona con un immenso rispetto e con un certo timore di farle danno o di toglierle la sua libertà. L’amore per l’altro implica tale gusto di contemplare e apprezzare ciò che è bello e sacro del suo essere personale, che esiste al di là dei miei bisogni».
Basti leggere l’inizio del primo capitolo per comprendere il significato di un romanzo che non cade mai nella tentazione della pura finzione ed eppure ha lo stesso fascino: «Mi piacerebbe che, ascoltando qualche racconto mio e di Giuseppe mio sposo, poteste conoscere qualcosa di più sulla nostra storia d’amore. Giuseppe parla poco, per carattere, ma alle mie richieste risponde sempre. Glielo chiedo io. Giuseppe è con me, sempre. Collabora con me all’opera che Dio continua a compiere con gli uomini. Ci alterniamo nel racconto della nostra vita d’amore. Comincio io con alcuni ricordi da bambina. Sono nata da genitori anziani. Sembrava che mia madre fosse sterile, con la sofferenza aggiuntiva che questa condizione comportava nel nostro popolo: essere considerata peccatrice, ripudiata da Dio o dimenticata da lui». Andrea Mardegan – nato a Milano nel 1955 e da anni collabora con il Vicario dell’Opus Dei per l’Italia ed è cappellano in un collegio universitario di Milano – ha una penna che affonda la propria scrittura nell’inchiostro di uno stile letterario di rara bravura. Perché tra le pagine ci emozioniamo, ci commuoviamo, sorridiamo ma soprattutto si riflette su come oggi riduciamo spesso il matrimonio a una mera convivenza.

Un libro maieutico che ci insegna senza mai imporci un dogma e riesce in un’impresa difficile: narrarci in maniera sorprendentemente nuova una storia che pensavamo di conoscere. Un romanzo che è presentato per la prima volta proprio oggi alle 17 a Como nella Sala Recchi di Palazzo Rusca (via Lambertenghi 41): in una conversazione con Luigi Bottinelli, letture di Lidia Ambroggio, con il soprano Francesca Greppi accompagnata dal pianista Stefano Spitale. Un libro e un appuntamento da non perdere per chi non vuole perdere se stesso in tempi nei quali, troppo spesso l’abitudine di vivere di- venta scontata, mentre dovremmo ricordare il mistero della Fede ma anche di quel miracolo che è la Vita.