Blog / Una donna nel Vangelo | 04 Settembre 2019

Giovedì 5 settembre – Sei tornato da me

Commento al Vangelo (Lc 5,1-11) del 5 settembre 2019, Giovedì della XXII settimana del Tempo Ordinario

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

Le barche erano a posto quando mi hai visto a riva.
Le reti pulite.
Stavo finendo un lavoro ben fatto.
Ma senza frutto.
Avevo reti e cuore vuoto, amore mio.
Hai fatto quello che dovevi fare.
Finito quello che dovevi fare. La tua predicazione.
Poi sei tornato da me.
E hai fatto con me solo quello che l’amore fa, solo quello che l’amore chiede.
Mi hai chiesto tutto.
Tutto di nuovo.
Cuore e reti di nuovo aperti.
Di nuovo pronti ad accogliere.
Ed è stata una festa.
Rimetto le barche a posto e ti seguo.
Non hai fretta.
Sai che verrò.
So che non sei venuto a sconvolgere.
A buttare tutto all’aria.
Mi ami.
E ami anche le mie reti e le mie barche, la mia vita.
Vuoi che la tenga bene, con amore.
Come terrò te: con amore.
Ti amo.
Da morire.
Quello che amo di te è il rispetto.
Potresti spazzare via le mie reti vuote, le mie notti vuote.
Sei così pieno tu.
Così pieno di tutto.
Che potresti riempirle tu.
Ti ho dato la mia vita.
E tu potresti prendermi quello che vuoi.
E’ già tutto tuo.
Ma mi chiedi una barca.
Mi chiedi di tornare a pescare.
Potrei dire no.
Potresti farmi vedere le ricchezze, tutti i pesci che hai, per farmi dire si.
Ma aspetti.
Aspetti che dica si da sola.
Aspetti che torni in mare.
Che ributti le reti.
Aspetti che sia lo stupore di quello che vedono i miei occhi.
Che sia lo stupore di quello che sentono le mie mani.
A farmi dire si.
Si, amore mio.