
Lunedì 3 giugno – Bevo le tue parole
Commento al Vangelo (Gv 16,29-33) del 3 giugno 2019, San Carlo Lwanga e compagni, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti al vangelo, audio o scritti, a [email protected]
In quel tempo, i discepoli dissero a Gesù : «Ecco, adesso parli chiaramente e non fai più uso di similitudini. Ora conosciamo che sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio». Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, verrà l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto proprio e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!».
Pace in te.
Il tuo nome è pace.
Le tue braccia sono pace.
Il tuo petto è pace.
La tua bocca è pace.
Pace in te.
Ti chiamo.
Ti abbraccio.
Riposo in te.
Bevo le tue parole.
Pace in te.
Non si può credere in te.
Perché non si resiste al mondo.
Non si resiste alla paura che il mondo fa.
Non si può credere in te.
Le tribolazioni sono troppe.
Ci disperderemo.
Ti lasceremo solo.
Non si può credere in te.
Perché si può credere solo con te.
Perché è in due che si vince.
Perché è in due che si crede.
Perché è in due che siamo.
Io ho te.
Tu hai il padre.
Mai soli.
Tu sei il mio coraggio.
Tu sei la mia vittoria.
