Blog / Scritti segnalati dal blog | 11 Aprile 2019

Vladimir Luxuria – Il mio tweet a Matteo Salvini

Vladimir Luxuria mi chiede di far conoscere questo suo post indirizzato a uno dei due nostri vicepremier. Non vorrei che l’attenzione si concentrasse subito sulle questioni omosessualità, transessualità, gestazione per altri, ecc. Prima ancora – e per questo ospitiamo qui il suo post – vengono le sue affermazioni, anch’esse contenute qui, per cui la religione non deve essere usata per alimentare odio perché “ciascuno ha diritto alla fede, a qualsiasi fede

Salve a tutte e tutti, ho scritto un tweet chiedendo al Ministro Salvini perché in Italia va in giro a dire che l’unica famiglia possibile è quella formata da un uomo, una donna (magari non sempre la stessa) e i bambini mentre per le Europee si allea con sovranisti e destrorsi nazistoidi come l’AfD la cui leader, Alice Weidel, è lesbica dichiarata e cresce due figli con un’altra donna e dichiara cose tipo “famiglia è ovunque ci sono dei bambini”.
I valori valgono solo all’interno dei confini nazionali o ha cambiato idea come fa spesso (ad esempio come sui meridionali o Ilaria Cucchi)?
Ebbene il Ministro non mi ha risposto (chi sono io per meritarmi una risposta dal vicepremier?) in compenso mi hanno attaccata tutti i suoi simpatizzanti o con insulti pesanti (ci sono abituata) o mettendo di mezzo… l’Islam! 
A voi invece io rispondo.
Andiamo con ordine: la stessa Alice Weidel usa la paura dell’invasione islamica come minaccia per gay, lesbiche e trans e per i diritti della donna.
In Italia gli stessi che si dicono preoccupati da tale minaccia organizzano Conferenze a Verona (e non solo) dove si parla di aborto come femminicidio e di donna che deve tornare a fare la calzetta a casa, di gay da curare o indemoniati.
Gli omofobi esistono in tutto il mondo e cercano ogni pretesto per farci sentire inferiori alla “normalità e superiorità etero-riproduttiva”.
A volte si tira fuori l’argomento “natura”, altre volte il “vizio” e tante volte la religione è usata per alimentare odio. Quasi tutte le religioni ci condannano (tranne poche eccezioni come i valdesi e il buddismo nichiren) e solo ultimamente abbiamo un Papa che usa un linguaggio diverso e a fatica lancia messaggi di apertura. Ben venga. Ognuno ha diritto alla fede, qualsiasi fede.
Anche la fede musulmana, religione sentita e praticata da milioni di uomini e donne in tutto il mondo. Si è creata da pochi anni una rete di gay, lesbiche e transessuali musulmani che tentano con mille difficoltà di far entrare nel dibattito religioso e civile la questione omo/transessualità.Non è facile perché ci sono seri problemi di democrazia in troppe nazioni arabe, africane e asiatiche.
Da parlamentare ho aiutato gay e trans a uscire da prigioni arabe e nel 2007 ho partecipato a un Pride in un paese musulmano (ebbene sì, già fatto) a Istanbul e ho conosciuto trans vittime di episodi di violenza che ho denunciato all’ambasciata turca a Roma. Mi sono fatta anche arrestare due volte in Russia, che è ortodossa e non musulmana, una volta a Mosca l’altra a Sochi).
Sono in contatto con alcune realtà arabe e africane che tentano davvero rischiando la galera e la vita di uscire fuori. 
Un gruppo di questi sostenitori a un Pride con coraggio ha portato lo striscione “Allah ama l’uguaglianza” e io mi sono fatta fotografare con loro perché credo che se è vero che Dio è amore allora non dovrebbe discriminare ( che si chiami Dio, Buddha, Sheva o Allah). Questa è una questione troppo seria per essere svilita a essere usata strumentalmente contro di me. 
Chiediamo ai nostri Ministri di porre la questione dei diritti civili quando incontrano i loro pari da nazioni non democratiche e che troppo spesso invece parlano solo di affari e legami commerciali.

La verità è che gli omofobi di ogni luogo o religione sono molto simili tra loro, cambiano solo il potere che detengono e le armi che utilizzano.
Tra le armi anche i social.

Vladimir Luxuria

Tratto dal profilo facebook di Luxuria