Blog / Renato Pierri | 11 ottobre 2018

Le Lettere di Renato Pierri – La legge secondo Vittorio Sgarbi e Mario Giordano

Disperata Bianca Berlinguer, durante la trasmissione “Carta bianca”, come una maestra si alza dalla cattedra per azzittire un alunno troppo vivace, si è alzata in piedi più volte nel vano tentativo di mettere a tacere Vittorio Sgarbi. Il fatto è che la maestra gli alunni non se li sceglie, mentre sono i conduttori televisivi a scegliersi gli ospiti, e chi invita Vittorio Sgarbi sa benissimo a che cosa va incontro. Questa volta però Vittorio Sgarbi aveva ragione da vendere, mentre il suo interlocutore, Mario Giordano, aveva torto marcio nell’affermare con ostinazione che la legge è sacra. “La legge non è sacra, non è sacra, non è sacra…”, gridava come un forsennato Vittorio Sgarbi. E aveva ragione. La legge è la legge. Una pessima legge è una pessima legge, un’ottima legge è un’ottima legge, ma il sacro non c’entra un bel niente. Si parlava, anzi, si bisticciava, si discuteva strillando della vicenda del sindaco di Riace, agli arresti domiciliari per aver violato la legge. Ma perché tanti discorsi?  E’ giusto il comportamento dei giudici che hanno il dovere di far osservare la legge, ed è altrettanto giusto il comportamento del sindaco di Riace che ha seguito la propria coscienza, anche a costo di violare la legge. Oppure per osservare la legge si deve andare contro la propria coscienza?

Renato Pierri

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