Blog / Lettere | 07 Ago 2018

Lettera di Donatella Signorini – La verità sulla morte di Alice Signorini

Buongiorno Donatella.
Come doveroso, diamo il massimo rilievo a questo suo commento che, lasciato sotto il mio articolo del 15 giugno, avrebbe avuto scarsa visibilità. È giusto invece che il vostro dolore, anche carico d’ira, abbia spazio. La prego però di considerare che chi scrive di cronaca è sempre con i minuti contati. Tra quando il giornale chiede il pezzo e quando lo si scrive passano spesso due o tre ore e in quel tempo, tranne casi eccezionali, è possibile documentarsi solo con quello che dicono i media.
Domenica scorsa, quando la perizia ha detto che il bimbo di Terni al momento dell’abbandono era vivo, ho scritto un pezzo, anche lì, in poche ore: raccontando in base a quello che si sapeva attraverso i media. Magari tra due mesi la madre di cui parlo nel pezzo mi scriverà indignata: se sarà così pubblicherò le sue lamentele, ricordando però che in quel momento, con quei mezzi, non era possibile fare diversamente.
Io, nel pezzo riguardo Alice, capivo che mancavano degli elementi e per questo ho scritto “Non è colpa di nessuno, sia chiaro, non ce l’ho con gli amici” ma so di poter sbagliare e per questo do sempre la possibilità, a chi vuole intervenire per chiarire, di prendersi tutto lo spazio che vuole.
Converrà con me comunque che la solitudine, in moltissimi casi, non in quello di Alice, è un gravissimo problema del nostro tempo: e per questo mi sembrava conveniente parlarne. In ogni caso il richiamo all’umiltà, alla comprensione e all’umanità non possono che farmi bene.
Buona giornata

 

Mi chiamo Donatella Signorini, ero zia di Alice morta per anoressia lo scorso 13 giugno. Le scrivo a nome mio, di mio marito, dei cugini, dei nonni e degli altri zii di Alice e mi permetto di commentare quello che Lei ha scritto il 15 giugno u.s., venuto a mia conoscenza solo pochi giorni fa. La solitudine NON è stata causa della morte di mia nipote perché tutti noi da anni le eravamo vicini, sia per la morte dei genitori – il cui padre era mio fratello- sia per la sua malattia (anoressia) antecedente la morte dei genitori. purtroppo non c’è una legge in italia che tuteli certe malattie, in quanto Alice essendo maggiorenne poteva decidere solo sè stessa della sua vita. Da anni era in cura nella clinica di Villa Garda (sul lago omonimo), diretta dal Professore DalleGrave, professionista altamente qualificato, non potevamo nemmeno confrontarci con il professore stesso se Alice non lo permetteva e questo valeva anche per gli stessi genitori. Potevamo solo ricorrere al T.S.O. o procedere per farla dichiarare incapace di intendere e volere. Alice era una ragazza intelligente, amante della vita, lavorava in banca con ottimo profiquo, potevamo noi farla interdire? Dopo la morte dei genitori è venuta ad abitare vicino a noi a Legnago (VR), le giornate mie e di mio marito ruotavano solo intorno ad Alice, siamo stati con lei al Lago, in montagna, nei centri commerciali che lei adorava. Alle sette del mattino il primo messaggio era il suo, ne seguiva uno alle 8.30 per sentire se era arrivata in banca, alle 17 ora del ritorno dal lavoro eravamo davanti al suo appartamento cercando di portarle leccornie per vedere se riuscivamo a stimolare il suo appetito. Non voleva venire a mangiare da noi anche se l’andavamo a prendere (pochi metri da casa nostra), ha rifiutato l’aiuto di una signora che l’aiutasse nei pasti, lavorando in ospedale le avevo proposto un ricovero notturno per alimentarla in maniera parenterale, rifiutato subito da Alice, come rifiutò di farsi le analisi del sangue che le avevo fatto prescrivere. ha rifiutato, inoltre, l’aiuto dello psicologo e della dietista di VillaGarda avendo la possibilità di incontrarli ambulatorialmente senza entrare in clinica. lo stesso impegno anche dagli altri zii e nonni. Abbiamo visto nostra nipote morire e per le leggi che abbiamo non potevamo fare niente. Ripeto, attorno ad Alice c’era tanto amore, tanta preoccupazione non abbiamo niente da rimproverarci, tutto abbiamo tentato in noi rimane solo tanto dolore e tanta rabbia. mi permetta di dirLe prima di scrivere su qualsiasi argomento si INFORMI della realtà circostante, un RIPASSO DEL VANGELO(ANCHE PER UNA UOMO DI CHIESA CHE DOVREBBE CONOSCERLA…POI CI SI LAMENTA SE LE CHIESE SONO VUOTE, CERTO SE I SACERDOTI EMANANO SENTENZE COME LE SUE!!!) SAREBBERO GRADITI Facciamo un ripassino?!”NON GIUDICARE SE NON VUOI ESSERE GIUDICATO” (MATTEO CAPITOLO 7 VERSETTO 1), le VIENE IN MENTE QUALCOSA????!!!! UMILTA’, COMPRENSIONE, E UMANITA’ CARO “DON” MAURO LEONARDI.

in fede,

DONATELLA SIGNORINI