Blog / Una donna nel Vangelo | 02 Giugno 2018

Domenica 3 giugno – Ho te

Commento al Vangelo (Mc 14,12-16.22-26) del 3 giugno 2018, Solennità del Corpus Domini, di Mauro Leonardi. Chiunque può mandare i suoi brevi commenti al vangelo, audio o scritti, a [email protected]

Il primo giorno degli àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Un giorno strano.
Diverso dagli altri giorni.
È un giorno di festa.
Cerco una casa per te.
Preparo una festa per noi.
Attesi da un uomo con una brocca, da seguire, da un uomo con una casa e una sala già pronta.
Tutto è pronto.
Tutti sanno cosa fare.
Solo io non lo sono.
Solo io non lo so.
Ma ho te.
Mi fido di te.
Faccio quello che mi dirai.

Ti attendo amore mio.
Ti attendo dove mi hai detto tu.
Nella sala preparata da altri.
Ti attendo dove vuoi tu.
Vieni presto.
Ho fame.
Ho sete.

Vorrei essere come quella sala.
Già arredata.
Già pronta.
Per te.
Vorrei essere come quel tavolo.
Con il tuo pane.
Con il tuo vino.
Sopra.
Vorrei essere come quel pane e quel vino.
Spezzata dalle tue mani.
Versata dalle tue mani.
Vorrei essere già nel regno di Dio dove mangerai e berrai di nuovo con me.
Dove mangerò e berrò nuovamente di te.

Hanno appena finito di mangiare quello che hai spezzato per loro.
Hanno appena finito di bere quello che hai versato per loro.
Ho sentito le vostre voci cantare.
Ora siete usciti.
Entro in questa sala vuota preparata per te e c’è ancora il tuo profumo.
Questa tavola con il piatto, il calice, vuoti, ha ancora i tuoi segni.
Sento ancora la tua voce che spezza, che versa, il pane e il vino che avevo preparato per te.
È una pasqua di carne e di sangue.
Sei un corpo, una vita, spezzata e versata.
Ti custodisco io, amore mio.
Ti seguo con il pensiero, con tutta l’anima, sul monte degli ulivi.
Ovunque andrai.
Fino al giorno in cui non berrai di nuovo.